Ancora in questo zorno fo preso, l'armada marittima era a Monopoli, fortifichato quel locho, et lassatoli custodia et uno soracomito per governator, qual paresse al zeneral, poi dovesse passar a Corffù, et ivi star fino la Signoria nostra li comandava. Et zercha questo fo assa' disputato, però che era tre oppinione di Savij di Colegio: alcuni volleva ditta armata andasse a Napoli, per dar reputation a re Ferando; altri andasse a Zenoa, poi a Niza di Provenza dil re di Franza; altri a Corffù. Et questa fu presa, et spazato al capetanio lettere. In questo mezo si amalò di dopia terzana; et poi, alquanto migliorato, messe governador in Monopoli Nicolò Corner, era soracomito, et in Pulignano Nicolò Paladin, cavalier, era soracomito.... Et poi, a dì 12 Avosto, nel conseio di Pregadi, per le nove succedeva di Napoli, fo decreto ditta armada, col capetanio zeneral nostro, Antonio Grimani, procurator, el qual era quasi varito, dovesse andar a Napoli; et questo per haverla con grande instantia el Ferandino richiesta. Quello seguite scriverò di sotto.

In questi zorni fo mandato in campo ducati 6000 al Marchexe di Mantoa, capetanio zeneral nostro, a ciò facesse 1000 provisionadi per guarda di la sua persona. Et ditto capetanio, abuto la nuova di la sua creatione, scrisse una lettera a la Signoria, di sua mano, rengratiando, promettendo fede perpetua. Et a dì 3 Avosto, per Colegio, fu eletto pagador in campo, in luogo de Daniel Vendramino, era amalato, Orssato Morexini; et abuto danari de qui, a dì 10 ditto, et venuto a Padoa, et sic successive per le camere, havendo danari per poter far la paga al suo zonzer; et menò con lui rasonato Andrea di...., scrivan a la camera di Padoa.

A dì primo Avosto, nel conseio di Pregadi fu conduto il conte di Petigliano, zoè scritto a li Provedadori in campo dovesseno tramar di accordarlo con la Signoria nostra, con fiorini 30 milia in tempo di pace et 40 in tempo di guerra, per anni 5, titolo di Governador zeneral, tengi cavalli 1400; ma lui non volsse aceptar, et tamen si adoperava a li exercitij dil campo. Pur a la fine con più summa fo conduto, come, descrivendo le cosse seguide questo mexe in campo, sarà scritto. Et il sig. Virginio Orssini, habuto licentia da' nostri et dil Duca de Milan, ritornò versso Roma a li suoi castelli.

In questo zorno, zonse in questa terra una bellissima reliquia, zoè la anconeta che fo dil Re di Franza, portata per uno di Val Brembana, chiamato Cristallo, el qual era ballestrier dil Marchexe di Mantoa, bandito dil brexan et bergamasco, al qual prima li fo fatto salvo conduto. Et con lui vene uno cittadin di Bergamo, chiamato el conte Urssino di Rotta, fidelissimo nostro, et quello mi baptezò io Marin Sanudo, compositor di questa ystoria. Et per saper il tutto, havendo questui in campo preso uno franzese di anni zercha 66, chiamato Cabriel Molendina, el qual era stato, ut dicitur, a servicio dil Re di Franza, et li trovò ditto Cristallo adosso ducati 101, o vero scudi...., questa anconeta con zoie et degnissime reliquie, zoè di la vesta di Christo et tutti li misterij di la Passione, cossa di farne grande extimatione; et uno subioto d'oro ch'el Re talhora sonava, chiamando certi chani.... Et habuto tal cosse et questo preson, si fuzì di campo, et vene in bergamasche; et conferito con ditto conte Urssino, come havia tal cosse, lui consigliò dovesse venir a presentarle a la Signoria, che li faria di gran bene. Et lui dicendo non era mai stato a Venetia, nè sapeva a che modo far; unde ditto conte Urssino, fidelissimo, volse venir im persona a sue spexe a menarlo a ditta Signoria nostra. Et, zonto, li fa fatto salvo conduto per anni 100 et uno, et presentato la ditta anconeta, a tempo era reduto el Conseio di X, et vista con gran devotione per le cosse sacre eran dentro, come per lettere in francese pareva, vi fosse etiam zerte perle et zoie atorno. La qual vidi et basai in la capella de' Procuratori, con gran devutione, perchè ivi fu posta, poi messa nel santuario di le zoie. Et volendo remeritar a questui portò tal presente, li dixeno dimandasse quello volleva. Rispose, esser cavato dil bando; et cussì fu fatto il salvo conduto. Demum, a dì 18 Avosto, preseno de darli ducati 10 al mexe di provisione, et ducati 50 per spexe l'havia fatto, et ducati 100 de beneficii, zoè de intrada a l'anno a uno suo fiol, et habbi la taglia data a ditto franzese, che era ducati 300, et li 100 ducati li trovò adosso; sì che fu assa' remeritato. Ma ben, prima li desseno alcuna provisione, scrisse a li rettori de Bergamo dovesseno mandar de qui ditto franzese, era lì in custodia; et cussì mandato, zonse in questa terra a dì 7 ditto, fo messo in caxa dil capetanio di le preson. Et poichè fo examinato, fo dato et restituto a ditto Crestallo, che lo havia preso. Et per quel poeta nominato di sopra, fo fatto a questa anconeta, o vero paxe, epigrama, zoè questo:

Epigramma de anchoneta ac reliquiis acceptis a Gallis.

Abstulit a Gallo pacem Deus armipotente;

Quid mirum, pacem si modo Marcus habet?

Despexit pacem Gallus. Miracula cernis:

Anchoneta patet, paxque reliquit eum.

Hanc Crystallinus rapuit, qui bergomas extat,