A dì primo Avosto, pur essendo el campo nostro a Castel Chiasol sotto Novara, et in grandissime desputatione di levarse, Ducheschi volevano se tirasse più avanti, et li Provedadori volevano redurse in loco securo. Unde el Duca de Milan scrisse el zorno driedo vollea venir in ditto campo.
Item, in questo zorno esso Duca mandò una lettera al sig. Galeazo suo capetanio in campo, notifichandoli esser conclusa la liga con la compagnia dil Bo, o vero li sette comuni che sono sguizari, i qualli fin hora hanno dato assa' aiuto al Re de Franza. La qual nuova, intesa da' nostri, fo tenuta perfettissima. Et poi venuto a Milan, li capitoli sigillati, di questo fece gran dimostratione di alegreza, facendo fuogi; et cussì in campo. Questo accordo fo fatto per forza de danari; et fo divulgato esso Duca de Milan le deva ducati 30 milia in tempo di pace et 40 milia in tempo di guerra. Et ditti sguizari mandono a dir a li sguizari erano in campo dil Re de Franza, et quei sono in Novara col Duca di Orliens, in termene di 3 zorni si debbino redur in loro paesi, sotto pena di rebellione et confiscation di beni. Et cussì in campo aspettavano ussisse li sguizari di Novara.
In questo zorno vene una spia nostra da Verzei, mia X di Novara, dove il Re havia mandato cavalli 400 et 3000 pedoni, et continue veniva li franzesi; notifichava il Re esser a Turin, et si aspettava a Verzei a dì 2 ditto; et che judichava in tutto, ivi, fin quel hora, vi fusse di le persone 8000, et divulgavano di venir asaltar il nostro exercito; et ditta spia, per esser tolto suspetto, ebbe cinque ferite.
A dì 3 ditto, Bernardo Contarini, provedador di stratioti, scrisse a la Signoria una lettera, come li era stà dati in governo li altri stratioti da poi el partir de Piero Duodo, i qualli si sforzerà di governarli secondo le sue picol forze, non sparagnando faticha etc.
Item, che inteso la creation de lo illustrissimo sig. Marchexe, capetanio zeneral, per segno di alegreza, havendo uno cavallo bellissimo leardo de valuta de più de ducati 100, el qual lui lo havea guadagnato, et quello alegramente donò; stratioti prendono qualche sacomano franzese, discalzo et in camisa, unde li bastonò et cazono in la terra; et ultimo, havendone preso alcuni, per più disprecio de' franzesi, esso Provedador fece stratioti li vendesseno per uno melon l'uno, tanto pocho li stimavano.
A dì 2 ditto, el Duca de Milan con soa moglie et oratori di Spagna, Napoli et veneto, con la soa corte partì di Milano et vene a Vegevene; demum in campo. Et questo zorno, a hore 6, venendo la Domenega, fo a dì 2 Avosto, montò a cavallo el capetanio zeneral nostro, et el suo capetanio sig. Galeazo, et Bernardo Contarini con 80 cavalli de stratioti, et andono contra Soa Excelentia mia do di là da Vegevene, et, scontrato con bel hordene, fatto le debite acoglienze, Bernardo Contarini preditto volsse dismontar et tocharli la mano; ma il Duca mai li volse tochar, se non montato fo a cavallo. La Duchessa era con do charete, una coperta di pano d'oro, l'altra di veludo cremexin; et cavalchando versso Vegevene, molto ringratiò esso Bernardo di portamenti in suo servitio; et dismontò a Vegevene; a hore 20 montò a cavallo et vene a Vespole, dove dovea alozar Soa Excellentia quella sera, mia 6 distante dil nostro campo, dove scontrò Luca Pixani, provedador nostro, el qual con assa' cavalli li veniva contra. Et però il Duca volsse passar ditta villa, et in campagna, tochato la man a ditto Provedador, ritornò ad alozar a Vespola, et el capetanio zeneral, provedador, et el resto veneno in campo per quella notte. Poi la mattina, fo a dì 3 ditto, essendo il Duca a cavallo per venir in campo, volendo ussir di Vespola, la mula li scapuzò e gittolo in una pozza di fango, per modo tutto se infangò etc. la veste; subito si mutò, et dove era vestito di una veste damaschin negro, curta per fino al zenochio, si tramudò in una di quella foza, damaschin cremexin; et, aproximato mia do dil campo, el sig. Marchexe, capetanio, con Lucha Pixani, provedador, Daniel Vendramin, pagador, Bernardo Contarini, condutieri et molti stratioti, li andono contra, et lo acompagnò fino a lo alozamento dil sig. Galeazo, suo capetanio, di S. Severino; et nostri tolseno licentia de Soa Signoria. Li oratori era con lui veneno a smontar a lo alozamento dil nostro campo; et cussì non seguite altro quel zorno.
A dì 4 ditto, el Duca, capetanio zeneral nostro, et il suo, li oratori Spagna, Napoli, et li provedadori con Hironimo Lion, kav., orator nostro, et Bernardo Contarini, conte di Petigliano, et il conte di Chaiazo, reduti in uno, consultono utrum el nostro exercito si dovesse levar dove l'era, redurse più avanti, o andar a Vegevene, o pur star fermo. Et parlò sapientissimamente el conte di Petigliano. Rispose el Duca. Poi parlò Marchiò Trivixan, provedador; et cussì steteno in desputation. Et il Duca volsse veder, oculata fide, el tutto; et chavalchò per li alozamenti, dove Ruberteschi erano di opinione stesse el nostro exercito; tamen per questo zorno non concluseno alcuna cossa. Soa moglie, la Duchessa, vene a star con lui in campo; et, oltra li 3 oratori nominati, havia tre altri etc.
A dì 5 ditto, Bernardo Contarini non potendo correr a Verzei, perchè non volevano anchora romper guerra a la Duchessa di Savoia, da matina mandò 200 cavalli de stratioti a la volta de Verzei, per veder si Franzesi vollevano venir a scharamuzar con loro; et, aproximati a mezo mio lontano di la terra, trovono zercha 20 cavalli franzesi, et 10 ballestrieri a cavallo di Zuan Jacomo di Traulzi; li quali, visto stratioti, si messeno in fuga; Franzesi si salvono in la terra; et li balestrieri fonno tra morti et presi tutti con molte ferite; uno di qual fo examinato per esso Provedador, et la examination soa mandò a la Signoria.
In questo zorno fo fatto in campo una mostra zeneral di tutte le zente; era colateral nostro Hironimo di Monte sopranominato; et el Duca de Milan nel suo campo, sopra tutte le zente d'arme, Lorenzo d'Orffeo da Mozanega, et comissario suo Galeazo Visconte. Hor el Duca con madona soa moglie volse veder questa mostra, che fo bellissima, et za molti anni non fo fatta simile.
A Venetia, vedendo le cosse de Novara andar a la longa, preseno in ditto zorno che si dovesse strenzer Novara, bombardarla et far il tutto per poner fine a l'impresa. Et cussì par el Duca contentasse, et fusse dato el guasto a la terra, et ogni altra provisione; fo tre volte a consultatione con li Provedadori, stete uno dì et mezo in campo, poi tornò a Milan.