A dì 7 settembrio, a hore 4 di notte in circa, volendo al tutto el re Ferandino haver il loco di Santa † in Napoli, dove franzesi si havea fortifichato, et con le artilarie quelle muraglie butavano in terra, et di breve li volleva dar la battaglia se non se rendevano; unde li custodi chiamò el Marchexe di Peschara, che venisse a parlamento con loro sotto le mura. El qual andato da quelli franzesi, fo usato... tal tradimento, che li treteno uno vereton in la golla, unde statim expirò. Questo era capetanio di le zente dil Re preditto, et sempre statoli fidelissimo, huomo magnanimo et valoroso; et a tutto Napoli dolse di la sua morte, maxime a essa Majestà dil Re; et non senza gran lacrime fo sepulto. Et questo fo a dì 30 Avosto, come se intese.

El sig. Prospero Colonna, ritornato per acordar el Principe di Bisignano et conte di Capazo, li qualli erano voltati in inimicitia con il re Ferandino, non solum non potè acordarli, ma pur non ebbe audientia, et in questi zorni ritornò a Napoli, et il Re in locho dil Marchexe di Peschara lo elexe capetanio di le sue zente.

El Re, a dì 13 ditto, deliberò di mandar zente, oltra quella havia prima mandato, contra mons. di Obegnì, vicerè franzese in Calavria, el qual non era morto, come fo ditto, et come ho scritto di sopra; imo con zente vollea venir a dar soccorsso a li castelli; et esso Re desiderava molto zonzesse l'armada di la Signoria nostra, la qual a dì 8 ditto era partita di Corfù per venir de lì a Napoli, juxta il decreto dil Senato; et questo desiderava per li molti anzuini era in quella terra, a ciò convenisseno star bassi.

El castello questa notte di 13, et tutto el zorno, tirò bombarde a la terra più dil consueto, et cussì quei dil Re che bombardava Pizafalcone; et in ditto zorno Ferandino cavalchò con il legato dil Pontifice per la terra di Napoli, et non restava continue di far provision, volendo al tutto rehaver li castelli.

A dì 14 di notte fuzite alcuni di l'armada franzese, era lì in Napoli, a presso Castelnuovo, et veneno a re Ferandino; notifichò la calamità de ditta armata, et che stavano per soccorso, et questa speranza li mantenevano, et che quasi tutte le barze era innavicabile per le percution di le artilarie; le galie era sane, ma con pochi homeni, et stavano per fuzir, aspettando l'oportunità dil tempo, et che in castello era stato certo rumor.

In questo zorno el Re se mutò di stantia, di la caxa dil Principe di Salerno, et andò habitar in la caxa dil Duca de Malffi; et questo per dar luoco al Principe di Altemura dovea venir lì, al qual havea questa casa donata.

Et eri si partendo[143] uno galeone di l'armata franzese, et levò l'alboro a una barza di le men guaste; et cussì ogni zorno il Re indebilitava le forze inimiche. Era 4 galie, do di le qual vollevano fuzir. Francesi pativa assai di viver; haveano do panelli di meglio al zorno per uno, sì che a misura si destribuiva; non haveano più carne di niuna sorte, tamen haveano malvasie, et le sparagnaveno usando di l'aceto; et, non obstante havesseno questi desasij, non restava il castello di tirar, non feva danno ma ben gran paura, aspettando soccorsso. Et etiam re Ferandino stava in expectatione di l'armata nostra... di la Majestà di la Raina, per la qual havia mandato le zente pontificie, et a dì 15 ne zonse una squadra; et etiam a dì 14, zonse la galia di ritorno con el subsidio, mandò lo rev. mo vice cancellier a esso Re suo nepote; et el fio dil sig. da Chamarino etiam a dì ditto zonse con le soe zente.

Et essendo in assedio li castelli, et combattendo Pizafalcon, et l'armata franzese esser sotto li castelli, el Re parecchiò do nave, et messe dentro di brusca et polvere di bombarde per mandarle apizate a brusar ditta armata, a ciò franzesi de li castelli andasse a soccorer l'armata; e aragonesi, in quello, haveano uno ponte fatto per buttar al castello di Pizafalcon et tuorlo. Unde, messo la nave in hordine, et trovato homeni che li bastò l'animo de far questo, et a dì ditto fonno messe a vella con uno vento in pope via, et essendo mezo mio lontan di l'armata, quelli dentro li parsse metter foco; et per el gran vento el fuogo se impiò in le velle, in modo che le nave non potè far camin et se brusono tutte avanti zonzesseno a ditta armata nemicha. Quelli le conducevano montò ne la barcha, et ritornò in la terra, havendo gran dolor di haver apizato el fuogo molto per tempo, sì che non fo fatto nulla, et perso la spesa.

Ben che questo non sia el suo loco, pur non voglio restar da scriver, come el zorno drio che fo morto el Marchexe de Peschara da quelli di Santa †, Franzesi ordinò di asaltar el campo aragonese, perchè più non haveano capo, et da tre bande; in modo che si non era li sguizari in varda di le artilarie, et tante ne treteno, che i nemici se tirono indrio, et assai fo morti da ditte artilarie. Etiam di aragonesi, combattendo, qualcheuno fo amazato. Et fato el dì sequente capetanio Prospero Colonna, subito fece parecchi fossadi, e serò Franzesi in modo che non potevano ussir fuora de ditto loco, poi si messe a bombardar l'armada, et sfondrò la galeaza nova, come ho scritto, et guastò bona parte de ditta armada. El castello de Pizafalcon, fino a dì 20 Settembrio, da tante artilarie le muraglie tutte fonno ruinate, adeo pareva mai non fusse stato castello, et remaso solo el sasso vivo; tamen Franzesi si manteniva dentro, et fece certi repari et fossadi dove si ascondevano, che la bombarda non li trovasseno; et, come se intese, si aragonesi butava el ponte, vollea brusarlo. Et, conclusive, fevano grandissima diffesa.

Item Franzesi butò uno vereton con una lettera, la qual dicea: Fè saper al re Ferando, come el tal si è in hordene per amazar Soa Majestà; unde, presentata a esso Re et letta, andò in persona, et fece prender certi zoveni drachioti, et non se intese poi quello facesse di loro. Et visto Franzesi che la sua armata era troppo batuta da le artilarie, et che a la zornata veniva bombardata, deliberono di far ogni suo forzo per pigliar el muolo haveano perso, e questo per salvation de ditta armata. Et zercha a dì 19 Settembrio, Franzesi saltono a montar su ditto muolo, et la varda di repari comenzò a cridar in modo, corsse tanta zente in la terra in soccorsso del muolo et in favor dil re Ferando, che Franzesi tornò con vergogna; tamen fo alquanto combatuto, e morti alcuni di ambe do parte. Et poi, el zorno sequente, Franzesi di novo provò di aquistar ditto muolo; vi andò a la diffesa el re con tutta la terra, et Franzesi conveneno tornar adriedo, con pocho danno di tutti.