El Re adi 13 Settembrio si ammalò; le porte dil suo palazzo era serrate et sbarrate le strade, perchè li venne uno subito et cattivissimo mal, con gran freve. Havea con sè molti medichi, tra i quali uno maistro Theodoro da Parma, al qual li prestava gran fede, et nel principio parse fusse ferza, ma poi si discoverse in verole, li qual li duroe zorni 14.

La duchessa di Bari havea ordinà, el zorno el Re si ammalò, di far una bellissima festa a trombe et piffari, con quelle donne era in sua compagnia, benissimo adornate: ma seguite tal egritudine, et non potè far, et retornò a Vegevene.

El marchese di Monferà, di età di anni 10, che fo fiol dil marchese Bonifacio, che successe Guielmo suo fradello morto senza heredi nel 1482; el qual da poi la morte dil padre da li populi fu chiamato per signore: et la madre, che fo figlia dil despota di Servia, di età giovene licet fusse in uno vecchio maridata, quello Stado per il fiol governa, insieme con el sig. Constantin Arniti ( Arianite ), che fo figlio dil sig. Arniti Concino (?) suo parente, venne in Aste con 300 cavalli benissimo in ordine, per invidar el Re a Casal da la marchesana sua madre, la qual el Re summamente desiderava di veder, per esser bellissima. Zà era venuto contra el Re el prefato sig. Constantin Arniti fino a Turin, a offerir el Stado di quella madona a esso cristianissimo Re, et invidarlo a Casal. Et zonto in Aste ditto marchese adi 17, andò a visitation dil Re era in letto ammalato, stette un quinto di hora, et usato poche parole tolse licentia, et ritornò in Monferà.

Adi 14 essendo el Re ammalato, Franzesi pur mormorava di dover venir in Italia, et molti volevano ritornar in Franza; per la qual cosa monsig. di Sammallo, et monsig. di Beucher erano molto di mala voia, che i loro pensier non avesse effetto. Et cussì in questo zorno, questi con 4 altri, zoè monsig. di Sammallo ditto, monsig. di Tiens (?), monsig. di Beucher, el gran Siniscalco de Giae et monsig. di Camperoso (?) veneno in Anon mia 5 distante de Aste, dove era allozato el sig. Ludovico, per consultar quello havesseno a far, zerca a l'impresa. Et qui consultato gran cose, zoè el duca de Ferrara si fece baron dil Re, e tramava di esser capitano di questa impresa, licet andava contra el cugnado, dal qual, al tempo di la guerra have con la Signoria di Venetia, fo aiutato, et per questo.... promesseli pavioni ( padiglioni ) 100 da campo, i quali el Re libentissime acceptoe, dicendoli si volevano pagar, tamen mai li dette nulla. Questi franzesi soprascritti consultono con el sig. Ludovico, qual via dovesse tenir el Re, o andar a Zenoa, o andar in Toscana dove era bisogno menar le man, non havendo Fiorentini con lui, et si divulgava che el Re voleva andar a Zenoa, et voleva la Castellina ch'è la principal fortezza di quella città; la qual per Zenoesi, con voluntà dil sig. Ludovico, non fu voluta dar. Pur el mal cresceva al Re, et questi dubitavano non seguisse qalche cosa, per la qual fusse disturbato questa impresa. Et el sig. Ludovico adi 17 mandò in Aste a veder el Re maistro Ambrosio de Rosate ( Rosciate ) suo medico et ottimo astrologo, et visto, conoscete esser varuole, le qual zà se discoverzivano su la persona; per la qual cosa tutti comenzono a star di bona voja, perchè saria mal breve, come fu. Et adi 21 el Re levò di letto; nel qual zorno el duca di Orliens si butò al letto con doppia quartana, come ho ditto. Consultavano ancora insieme el sig. Ludovico, duca di Ferrara et sig. Galeazzo di Sanseverino, nè altri de soi consiglieri vi intrava a tal consultatione: et pur spazava franzesi a la volta di Parmesana, provedendo de alozamenti, perchè lì in Aste non vi poteva capir tanta multitudine quanta era. Et el sig. Ludovico preditto andava di Anon in Aste spesso in questi zorni era ammalato, per visitarlo.

El duca de Ferrara vedendo non esser fatto quel cavedal di lui dal Re, che si credeva, nè potendo obtenir el baston d'esser capitano di l'impresa, deliberò ritornar a Ferrara; et volendo tuor licentia dal Re adi 22 Settembrio, non potè ma la mandò a tuor per suo fiol don Ferrante, era con il Re; et cussì assà mal contento in questo zorno partite di Aste con il n.º di cavalli, zoè 100, perchè zà adi 13 havea rimandati a Ferrara altri 100 cavalli, era venuti in sua compagnia. Et è da saper che Ferraresi comenzono a levar habiti franzesi, con cappelli in capo, et cussì usono tal foza, et usa fino al presente.

El Re tolse danari a Zenoa docati 100 milia, et a Milan 50 milia a usura et interesse, con pegno di zoie; piezò el sig. Ludovico; tamen fu divulgato esso sig. Ludovico haverli fatto prestar questi denari da li soi, sotto nome de altri: or, quomodocumque sit, el Re have questa quantità. Et adi 22 li have, et adi 26 ordinò di dar una paga alle sue zente adi primo Ottubrio: et cussì fece et dette. Et vedendo non esser ambassador a Venetia, dove grandemente bisognava, per esser advisato dil progresso di quella Signoria, et per mantenirla a sè benivola, elesse et mandoe uno de soi primi, chiamato monsig. di Arzenton, homo di grande inzegno et bella presentia. El qual adi 25 Settembrio partì dal Re et venne di longo a Venetia, et gionse adi 2 Ottobrio: al qual li fo mandato contra le peate fino a Lizza Fusina con molti patricii, et fo assà honorato. Alozoe a san Zorzi Mazor, et sempre li fo fatto le spexe, dato barche, et provisto a quello li bisognava. Questo dimandoe prima audienza publica. La qual data, disse come la Mayestà dil suo Roy era in Aste, venuto per seguir l'impresa tolta per rehaver el Reame de Napoli, tenuto contra ogni razon da Aragonesi, et che voleva haver sempre la Signoria per boni amici, offerendo el Re in ogni cosa; et che di tutto el suo progresso faria participe essa Signoria, perchè era certissimo ogni suo felice prosperar sarà contenta. Al qual per el Principe li fo usato in risposta parole accomodate, et cussì ditto ambassador qui restò; et poi, dimandato auditori, li fonno dati per Collegio questi: Andrea Venier consiglier, Lunardo Loredan procurator savio dil Conseglio, et Alvise Damolin savio di terraferma. Venne ancora con lui uno suo cognato con alcuni franzesi per veder la terra, la quel vista, ritornono dal Re.

In questo mezzo, adi 22 Settembrio, venne in Alexandria di la Paia Zuan Battista Redolphi orator fiorentino, per esser a parlamento con el sig. Ludovico in Anon. Et uno secretario dil sig. da Pesaro era lì dal sig. Ludovico, el qual voleva acordarsi con il Stato di Milano, si partì. Et questo perchè el suo sig. era accordato col Papa. Et ditto sig. Ludovico mandoe uno collateral in Parmesana a far 3000 fanti, per mandar nel suo campo.

La Signoria de Venetia scrisse a Zorzi Pisani ambassador, dovesse andar in Aste, et far riverentia nomine Dominii al Re, et alegrarsi di la sua valitudine. Et cussì adi 26 Settembrio partì di Alexandria di la Paia, et andò in Anon dal sig. Ludovico, per causa non poteva star in Aste, per non esser alozamenti. Et ivi era col Re 6000 franzesi, tra i quali 500 vasconi. Ma in questo medemo zorno el cardinal San Piero in Vincula partì di Aste per andar a Zenoa a expedir l'armada, non potendo tornarvi el Duca de Orliens per l'egritudine havea: et l'ambassador preditto deliberoe andar in l'abitation dil ditto Cardinal, la qual era vuoda. Et cussì adi 28 intrò in Aste. Li venne incontra monsignor de Sations ( Châtillon? ) zamberlan cavalier, lo episcopo di... et il conte Carlo di Belzojoso nominato di sopra, che era presso il Re per nome del sig. Ludovico: et questi veneno fuora di Aste con cavalli 80, et zonto l'ambassador ditto ivi, el conte di Celano, fora uscito di Napoli, el qual molto sollicitava il Re andasse a Napoli, lo venne a visitar. Et poi adi 30 ditto, lo episcopo di...., presidente dil parlamento di Paris, con 4 zentilhomeni franzesi, fonno a visitation di l'ambassador preditto, excusando la Majestà dil Re che fina hora non li havea data audientia, per causa non si havea sentito molto gaiardo, ma che di breve gliela daria. Et cussì al primo de Ottubrio fu deputata la audientia, ma li venne al Re dolor di stomaco, et fo remessa fino adi 3. Et è da saper che il Re prima stava in uno palazzo; ma, varito, andò a star a uno monasterio de frati de San Zuanepolo, chiamato le Madalene. Or in questo zorno venne lo episcopo di.... presidente dil parlamento di Garnopoli ( Grenoble ) con 4 altri baroni franzesi per ditto ambassador, et lo menò a la presentia dil Re, el qual era presso una fenestra, sentado, vestito de veludo negro, et eravi el sig. Ludovico, el qual continuamente andava zoso et suso da Anon in Aste, tamen veniva a dormir la sera in Anon dove era la moglie. Or, presentate le lettere credentiale di la Signoria, volse el sentasse ditto ambassador a dextris su una cariega, et a sinistris era sentato el sig. Ludovico. Et fata una oration latina, el Re li feze risponder latine per ditto presidente nominato di sopra; poi esso medemo disse: nui vi habbiamo veduto veramente volentieri, et amemo molto quella Illustrissima Signoria, et si heri non ve aldissemo, habbiatine per escusato. Et tolto licentia, ritornò l'ambassador al suo allozamento. Et adi 5 iterum tolse licentia per partirsi di Aste, et ritornò in Alexandria.

Era con il Re in Aste don Alphonso de la Sylva, ambassador dil Re di Spagna; et adi 26 Settembrio zonse uno ambassador di lo episcopo di Vallese capitano de Sguizari; et adi 3 Ottubrio venne Jacobo de Andria ambassador dil marchese di Mantoa, pur per visitar el Re, et offerirli el Stato suo, et allegrarsi de la sua sanitade.

In questo mezzo la Raina de Franza era in Ambosa, et el Duca di....... da Molins ( Moulins ) scrisse lettere al Re che dovesseno ritornar, disconsegliando molto el seguir de l'impresa. Per la qual cosa et monsig. di Beucher et Samallo stavano molto di mala voja, vedendo etiam el Re non haver danari; pur Constantin (?) provedeva al tutto. Era zà de qua da monti, come se intese, lanze 1900 a cavallo, 6 per lanza, et il Re havea alla guardia sua 200 balestrieri, 400 arcieri et 200 zentilhomeni; havea 8 carrette con 8 passavolanti sopra, tirate da X cavalli; et la sua guardia de dì et de notte steva armada. Et adi 29 Settembrio 100 lanze franzese fece la mostra fuora di Aste, che fo bellissimo veder; ma erano molto insolenti. Et adi 6 Ottubrio Anon si levò in arme per la insolentia de Franzesi, perchè havevano amazzati zerca 50 di quelli lochi vicini, ma poi fu pacificate le cose.