Il pregio maggiore di questo volume del Gray sta nell'aver ordinata tanta copiosa materia in una organica esposizione, senza preconcetti e senza debolezze sentimentali, ma con una obbiettività che non cessa di porre in risalto, che ve la pone anzi più fortemente, la violenza germanica. (Il Corriere della Sera).

È un libro dettato da una schietta e commossa simpatia per la infelice nazione di Re Alberto, ed ha soprattutto il merito di ricordare a noi italiani, assai spesso, la nostra. Per questo c'interessano particolarmente i capitoli che riguardano il lungo lavoro di penetrazione compiutovi dai tedeschi negli ultimi anni e soprattutto l'esposizione che il Gray ci fa dell'audacia e della pertinacia con le quali si è svolta nel Belgio l'azione dello spionaggio germanico. (Il Marzocco).

Il diretto contatto con gli uomini e gli avvenimenti ha dato al Gray una forma di giudizio insolita e convincente, espresso con un'arte chiara di scrittore che aveva fatto già buona prova altrove.... (La Tribuna).

Il libro del Gray è così bene costruito e pesato, così esatto nella esposizione ed acuto nella valutazione che è già storia, quella storia che secondo l'aforisma non dovrebbe essere fatta che dai posteri. M. Bontempelli (Il Nuovo Giornale).

Ezio Maria Gray fa una descrizione impressionante, nella sua tagliente e pittoresca sobrietà, dell'orribile sequela di sciagure che si è improvvisamente abbattuta sul Belgio.... Può dirsi una brillante requisitoria contro la forza, in difesa dei buon diritto. (La Gazzetta di Venezia).

.... È un libro che ha un grande valore come documento e che fa perfettamente conoscere il sistema di preparazione alla guerra dei nostri potenti nemici.... S. Ecc. W. Van den Steen, Ministro del Belgio a Roma.


Volume di circa 200 pag., in-8º grande, con una carta geografica dell'invasione tedesca, una pianta del campo trincerato di Anversa e copertina di F. Scarpelli Centesimi 95


L'INVASIONE
TEDESCA IN
ITALIA