—E sia col nome di Dio—rispose Inigo: quindi esso pure apertosi davanti il giubbone si trasse dal collo un'immagine della Madonna di Monserrato, colla quale si fece il segno di croce e la depose vicino alla croce d'oro di La Motta: e quantunque provasse un leggier senso d'umiliazione di non potere per la sua povertà offrire un pegno di battaglia di valore eguale a quello di La Motta, pure scossa quella vergogna, disse francamente:
—Ecco il mio pegno. Diego Garcia li prenda ambedue in nome di Consalvo, che non ricuserà campo franco ai nostri nobili amici, nè ai cavalieri francesi che verranno a combatterli.
—Non per certo—rispose Garcia, prendendo i pegni della sfida—Consalvo non impedirà mai questa brava gente di misurarsi le spade e fare il dovere di buoni cavalieri. Ma voi, messer barone (parlando a La Motta) avrete sotto i denti un osso da rodere più duro che non pensate.
—C'est notre affaire—rispose il Francese scuotendo il capo e sorridendo.—Nè io nè i miei compagni terremo per il più pericoloso e per il più splendido fatto della nostra vita, quello nel quale potremo mostrare a questo bravo Spagnuolo il suo errore, facendo votar la sella a quattro Italiani.—
Diego Garcia, che non si sentiva veramente vivo se non quando stava o nel calor d'una mischia o parlando di menar le mani, non capiva in sè dall'allegrezza nel sentir questi preliminari d'una sfida, che sarebbe senza dubbio stata combattuta e contrastata con tutto l'accanimento che può inspirare l'onor nazionale; ed alzando il capo e la voce, e battendo insieme due mani che sarebbero state bene al braccio di Sansone, gridò:
—Le vostre parole, cavalieri, sono degne d'uomini d'onore, e di soldati pari vostri, e son sicuro che i fatti non saranno inferiori. Vivano sempre i bravi di tutte le nazioni! Ed in così dire, imitato dagli altri, alzò il bicchiere, e tutti con grande allegrezza lo votarono più d'una volta in onore de' futuri vincitori. Calmato un poco il romore, Inigo soggiunse:
—L'ingiuria che voi fate al valore italiano, messer cavaliere, non è cosa che i miei amici vorranno passar così di leggieri, nè terminar col rompere d'una lancia, come se si trattasse di aver il pregio d'una giostra. Non parlo per ora del numero de' combattenti: questo si fisserà d'accordo fra le due parti; ma qualunque sia per essere, offro a voi ed ai vostri battaglia a tutte armi ed a tutto sangue, finchè ogni uomo sia morto, o preso, o costretto ad uscir del campo. Accettate voi questi patti?
—Gli accetto.—
Fermato così l'accordo, nè rimanendo per allora altro da aggiungere, le fatiche del giorno e l'ora tarda consigliarono ad ognuno il riposo. La brigata si alzò da tavola di comune consenso; ed uscita dall'osteria, s'andò sciogliendo a mano a mano, riducendosi ciascuno al proprio alloggiamento. I baroni francesi furono onorevolmente trattati, ed ebbero stanza dagli uomini d'arme che gli avean fatti prigioni. Crediamo di poter asserire, che malgrado le bravate colle quali aveano mostrato tener gli Italiani in sì poco conto, un intimo senso, ed in molti l'esperienza gli avvertiva, che a voler uscir ad onore da quest'impegno, bisognavano però più fatti che parole. Inigo anch'egli, benchè fosse più che certo del valore de' suoi amici, e che per la gloria delle armi italiane sarebbero venuti a paragone con tutto il mondo, riflettendo che gli avversarj erano pur gente da guerra di grandissimo conto, e le migliori spade dell'esercito francese, non poteva non istare in pensiero del fine che avrebbe avuta quest'importante faccenda. Infatti La Motta ed i suoi compagni erano uomini da star a fronte di chicchessia. Le loro prodezze nell'armi erano conosciute da tutte le soldatesche d'allora; e nelle squadre francesi v'erano moltissimi altri non inferiori nè in coraggio nè in perizia, ed il famoso Bajardo, per dirne uno, bastava solo ad aggiungere gran peso nella bilancia.
A malgrado di queste riflessioni l'altero Spagnuolo non si pentì un momento d'averla presa per gl'Italiani, e pensò che avrebbe troppo mancato sopportando che l'insolente prigione dicesse tanti vituperj di coloro che non li meritando erano poi suoi amici ed assenti: e come, disse fra sè, potrebbe esser vinto chi combatte per l'onor della patria? Così rinfrancato l'animo, si dispose la mattina seguente a conferire di ciò con Fieramosca, ed usare ogni cura onde la cosa riuscisse ad onore della parte che avea tolto a proteggere; e pieno di questi onorati pensieri, stette, senza molto dormire, aspettando l'ora di metter mano all'impresa.