Niccolò si trovava riprodotto in questo suo figliuolo parte per parte nelle forme del corpo come nelle doti dell’animo, perciò, benchè non lo volesse mostrare nè concedere, l’amava con maggior tenerezza degli altri.

Questa tenerezza l’aveva impedito sin’ora di condiscendere alle istanze di Bindo, che si struggeva di combattere anch’esso cogli altri giovani fiorentini.

Niccolò gli diceva spesso—Saresti un bel soldato a quattordici anni!.... sei fanciullo, Bindo! lascia andar innanzi i più vecchi, verrà anche troppo il tuo tempo.—

Poi finalmente per racquetarlo gli avea promesso che, ove alcuno de’ suoi fratelli venisse ucciso, gli concederebbe di prender l’armi in vece sua. Il tempo d’attener la promessa era giunto, e Niccolò non era uomo che potesse mancarvi.

La mattina prima d’uscir di casa non avea potuto a meno, malgrado la sua natura austera, di far carezze al figliuolo; e tiratoselo in camera gli avea detto—Bindo mio, sin’ora fosti fanciullo, dacchè ti basta la vista d’esser uomo d’ora in poi, siilo al nome di Dio. Verraine con esso noi.....gli è bene che tu conosca tosto come vadan le cose di quaggiù. Prega Iddio che ti faccia un valentuomo... egli sia quello che t’ajuti, come io ti dò la mia benedizione.—

Il vecchio un po’ mutato negli occhi e nella voce baciò il figliuolo, e vennero in S. marco. Quel fremito interno, quel batter di polsi più rapido che nasce da una forte commozione d’animo, agitarono il petto di Bindo quando si trovò accanto alla bara ove giaceva il suo povero Baccio (così avea nome) che avea sempre veduto così vegeto, così vispo, col quale s’era trastullato per tant’anni, ora pallido, immobile, colla morte sul viso, ed all’età di Bindo, il morire par cosa tanto impossibile!

Vedeva sotto il cappuccio, in mezzo alla fronte, un buco tondo, largo come uno scudo, fatto dalla palla d’uno de’ grossi archibusi che s’usavan nel 1500. Avea sin a quel giorno parlato, ed udito parlar più volte di fatti d’arme, di ferite, di morti, s’era acceso in quei discorsi ed ardeva di trovarsi all’atto ancor esso, ma ora ne vedeva sotto gli occhi proprio veri e reali i terribili effetti, e non v’è piccol divario!

Due calde lagrime stavano per cadergli dalle palpebre, e si sentì il cuore scosso in un modo che gli riusciva nuovo affatto.

Sbigottì di se medesimo un momento, e si domandò—avrei io paura?—