— Non si muore. La passione, cieca, insulta il marito, il buon marito che dorme di là, calmo, fidente, senza un sospetto. Questa è la grande ingiustizia. Perchè, infine, l'uomo che si sposa, anche quando fa un matrimonio di interesse o di ambizione, fa un sacrificio grave. Egli ci affida il suo nome e il suo cuore; egli ci dà la sua fede e la sua libertà; egli si lega a un vincolo indissolubile; egli si mette a lavorare per noi e per i nostri figli, umilmente e gloriosamente. Noi siamo la sua consolazione e la sua gloria; noi rappresentiamo per lui le più dolci e più sicure soddisfazioni: [pg!52] la sua giornata passa nel desiderio di ritrovarci, di vederci; le sue ore più care sono nella casa, nelle nostre braccia. O che tesoro di piccoli e grandi sacrifici è l'amore di un marito! Voi li ignorate. La passione ignora tutto; non conosce neppure sè stessa.
— I mariti tradiscono le mogli — mormorò lui, come trasognato.
— Le tradiscono, ma le amano. Nulla vale a vincere quel legame profondo, intimo, fatto di parole e fatto di lacrime, fatto di baci e fatto di sospiri; nulla vale a spezzare questo vincolo penetrato nel cuore e nei sensi. Ma, [pg!53] ecco la passione; vuol vincere il sacro legame, vuole spezzare il sacro vincolo. Chi siete voi? Un giovanotto, un uomo, un essere qualunque, della infinita umanità; lontano da me, estraneo a me. Passate per la mia strada: io, forse, passo per la vostra. E subito mi amate. Che avete fatto per me? Nulla. Che potete fare? Nulla. Cioè molto. Ho un nome, volete togliermelo; ho un onore, voi volete che lo butti via, come un cencio; ho la stima degli amici, debbo disdegnarla; ho la fede del mio sposo, debbo tradirla; ho la pace della mia coscienza, debbo perderla, per sempre. Perchè? Perchè voi [pg!54] mi amate? Anche colui che dorme di là, così tranquillo, mi ama.
— Non è vero!
— Che ne sapete voi? Noi sole donne conosciamo chi ci ama. Parlate di diritti, voi? O povero uomo che dormi, va, adora una donna sino a sposarla; dà a costei la miglior parte della tua vita, riponi in costei tutta la tua speranza, siile fratello, padre, marito, amante, amico, consigliere, infermiere; soffri per lei, nel corpo e nell'anima! Ecco che un estraneo, un bell'egoista avvampante di capriccio, un uomo che non ha fatto nulla, che offre alla tua donna una vita di disonore, [pg!55] ecco che costui, per forza di violenza, vuol toglierti tutto! Parlate d'ingiustizia voi? Che fate qua? Perchè mi degno di ascoltarvi, di difendervi, di darvi delle spiegazioni? Non so chi siate, non vi conosco. Levatevi dalla mia strada. Andatevene.
— Voi non mi amate, Paola, ecco tutto.
— Questa è la verità, non vi amo.
Ma una fuggevolissima luce, venuta dalla stanza del marito li colpì entrambi. Un lampo brevissimo; poi l'ombra di nuovo. Fulvio e Paola si guardarono, s'intesero. E quietamente, dolcemente, come se fosse sul punto di morire, ella disse:
[pg!56] — Madonna benedetta, vi raccomando l'anima mia.
Sottovoce, orò. Fulvio taceva, aspettando. Ma nessun rumore si fece udire, nessuna luce comparve, nessuno venne. Era stato un inganno. Restarono così, per del tempo. Egli non osava interrompere quel silenzio, non osava dire l'ultima parola. Tutto gli sembrava crollato, intorno, nella notte nera; e non poteva camminare fra le rovine. Pure, levando gli occhi, sentì che gli occhi di lei lo interrogavano desiderosi della fine.