--Egli verrà, egli verrà.

Non lo trovò, non lo sapeva cercare forse. Poi la sormontava il dubbio che lui fosse andato in palco, mentre lei era assente. Risalì aspettando ancora, morendo ad ogni minuto, fremendo ad ogni calpestìo nel corridoio, tremando ad ogni rumore di voce, stirando i guanti sotto le larghe maniche, sfilacciando la trina del suo dominò.

--Egli verrà.

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Alle quattro del mattino, mentre tutta la sala si abbandonava all'ultimo sfrenato ballo, diventato un delirio, Magda, nel suo costume di Follìa, corto e scollacciato, piangeva silenziosamente sotto la maschera, poichè egli non era venuto, poichè mai più sarebbe venuto.

Vittoria di Annibale.

Dopo un anno di matrimonio, la duchessa Adriana di Castroreale fu abbandonata da suo marito, corso dietro alla principessa Natalia Lapouckine, russa, che viaggiava l'Europa. Allora il bel mondo si pose a osservare e domandò: Chi sarà il consolatore della duchessa Adriana? Ma la bella signora, che era dotata di un temperamento nervoso, molto eccitabile, con una lieve inclinazione all'originalità, si montò la testa per questo abbandono, si persuase di essere disperata, pianse per due giorni, vegliò per tre notti, si vestì di velluto nero ed uscì in carrozza chiusa. Niente balli. Il teatro, qualche concerto, qualche società di beneficenza, ma con l'abito rigorosamente chiuso al collo, senza fiori in testa, senza gioielli. Naturalmente, si accese nell'idea di non avere alcun consolatore, e rinunziò all'amore, come aveva rinunziato ai diamanti. Ogni corte celata o manifesta, ogni amoretto nascente, ogni passioncella furtiva, furono respinti con alterezza metodica. Ci si provarono i più valenti; ma non si vince un preconcetto alimentato, non dalla ragione, ma da una fantasia ostinata. La sconfitta più clamorosa fu quella del conte Giorgio Filomarino, uomo bruttissimo, spiritoso, audace ed irresistibile, che volendo giuocare di ardimento sbagliò tutto, offese la duchessa e fu messo addirittura alla porta. Dopo di che il mondo disse: la duchessa Adriana è insensibile; e come ogni filosofia muore quando ha trovato la sua formola, così ogni donna non è più interessante quando è stata definita. Adriana passò fra le donne classificate: la principessa Giovanna era intelligente e cattiva, la contessa Francesca montava troppo a cavallo, la principessa Ester era bionda e sensibile, la duchessa Adriana era insensibile. Ella passò fra le risposte prestabilite, fra le frasi fatte, fra le definizioni immutabili: le era stata assegnata la sua parte, non si pensò più a lei.