—Chérie, Chérie…—gridò lui, come se tutto il suo essere spasimasse.

—Parti con me—ripetette lei, lentamente, con una suggestione continua,—Andremo molto lontano… viaggeremo presto… viaggeremo assai… vedrai tanto mondo diverso… dimenticherai…

—Io porto il mio male in me—soggiunse Paolo, con voce sorda.

—Partiamo, partiamo…—riprese lei, quasi non avesse udito.

—Vuoi tu viaggiare con un agonizzante?

—Non importa—ella rispose, crollando il capo.—Vieni via, Paolo, ti sentirai meglio, il tuo male avrà una pausa.

—Dove, che questo interno tormento non vi sia? Conosci tu questo paese?

—Paolo, io sono una persona che ti vuol bene, non so tante cose. Ti dico, solo: andiamo via. Vedrai… sarò una buona compagna di viaggio… mi fermerò, dove a te piacerà restare… andremo via dai paesi che non ti piacciono… vieni via.

—Qual triste viaggio di nozze tu mi proponi, o Chérie!

—Perchè, triste?