— Ricordatemi ogni giorno a Gesù Crocifisso, suor Veronica.

— Indegnamente, madre mia.

Suor Veronica del Calvario se ne va, senz'esitare, fra la gente, seguita dal giovanotto. La folla sorride, vedendola così tranquilla, malgrado la vecchiaia, malgrado ella sia curva. E, intuendo, la folla, un'anima già benedetta, per sempre, le si raccomanda:

— Un'Ave Maria, per me, buona madre!

— Anche per me, per mio figlio malato!

— Raccomandatemi alle anime del Purgatorio!

Suor Veronica del Calvario annuisce, chinando il capo, va, va, sparisce: ella è nel mondo, non importa!

L'altra, che viene innanzi, ha nella persona, nel volto, tutti i segni della disperazione. È suor Francesca delle Sette Parole, colei che ha passato, la notte prima, distesa sui gradini della Scala Santa. Suor Francesca delle Sette Parole si chiama, nel secolo, Marianna Caruso, d'una famiglia di piccoli commercianti in generi coloniali; al tempo della monacazione, ella entrò nel convento coi denari d'una piccola eredità raccolta. Sono venuti a prenderla alcuni suoi parenti, cugini suoi, vecchi venditori di zucchero e caffè, dal lontano quartiere dei Santi Apostoli: hanno certe facce fredde e oscure, certi volti lividi, dalle labbra sottili di persone avarissime. La sogguardano, taciturni e diffidenti, venuti lì per obbligo, poichè la circolare del Governo era tassativa: essa non li guarda. Desolata, disperata, ella fa un passo innanzi e tre indietro: ella si ferma a baciare, ogni momento, le mura, gemendo, sospirando, agitandosi, come in preda a un accesso di angoscia folle. I parenti, marito e moglie, stringono la bocca, malcontenti e sospettosi. Ella si dispera, senza nulla sapere. La badessa la esorta, con lo sguardo, accennandole la folla, a chetarsi. Ma suor Francesca delle Sette Parole si gitta in ginocchio, innanzi alla sua superiora e, battendo il capo contro la sua tunica, le dice:

— Perdonatemi, perdonatemi, tutti i miei peccati, madre mia, in questo terribile momento....

— Dio ti ha perdonato, tu sei buona, va, figlia mia, non dare spettacolo....