‟Sul serio?” fece lei, arretrandosi, subitamente raffreddata.
‟Sul serio: l'ho venduto.”
‟A chi? a chi?”
‟Non posso dirvelo. Addio carina.”
‟Addio,” disse lei, gelida, pensosa, senza dargli la mano.
Riccardo andò via, i suoi dubbi tormentosi erano cresciuti, un turbine di cifre gli si affollava nella mente, la tiratura del Tempo, i debiti del giornale, il milione e duecentomila lire che gli offrivano. Nella strada incontrò un deputato della maggioranza:
‟È vero che ella vende il Tempo?”
‟Sì,” disse lui decisamente.
‟Per molto?”
‟Un colpo di fortuna.”