‟Ma la cifra è troppo alta: giammai giornale italiano è costato tanto.”

‟Più tardi costeranno di più.”

Si parlavano seccamente, come due avversari dichiarati, senza guardarsi in faccia, guardando nella strada, dove la carrozza correva, senza direzione, avendo avuto ordine di passeggiare a caso.

‟Noi vi faremo un giornale contro, con un milione e mezzo.”

‟I denari non bastano, ci vuole un uomo.”

‟Joanna, Joanna, siate più forte della vostra fortuna, siate superiore al giornalismo, siatene il padrone e non lo schiavo: sappiate rinunziarci a tempo.”

Joanna, per la prima volta, guardò in viso Bolognetti, colpito da questa parola profonda.

‟Dite al vostro cocchiere che ci conduca all'ufficio del Tempo.”

E non dissero più nulla, presi dai loro pensieri. Ma la carrozza si fermò un po' prima: una grande folla si accalcava pel Corso, innanzi all'ufficio del Tempo. Joanna abbassò il cristallo della portiera, mise la testa fuori, rientrò subito dentro.

‟Bolognetti, non vi vendo più il giornale.”