‟Vieni dunque,” diceva Riccardo.

‟Ci avete i biglietti, voi, Joanna?”

‟Noi andiamo in palcoscenico,” disse Paolo, con un gesto di padronanza.

Infatti si avviarono per un piccolo corridoio laterale, sino a una porta pesantemente foderata di panno.

‟Stampa,” disse Paolo, al custode.

Camminavano per un passaggio stretto, fra il muro e le quinte: Riccardo in punta di piedi, temendo di far rumore. Il marito dell'Amalia in parrucca bianca, marsina di broccato e spadino, con un pizzo finto attaccato al mento, appena li aveva visti, aveva sorriso loro, ma posando un dito sulle labbra: l'Amalia era in iscena, vestita da uomo, recitando nelle Prime armi di Richelieu: ella faceva andare in estasi il pubblico, il marito dalle quinte ne sorvegliava il successo, gelosamente. Come un'eco lontana, fioca, giungevano gli applausi. Il marito dell'Amalia, lusingato, crollava il capo e sorrideva: oramai egli non aveva amor proprio che per lei.

‟Milleottocento lire,” diss'egli, senz'altro, a Paolo Joanna.

‟Perbacco!” esclamò l'altro, meravigliato.

‟Dodici mazzi di fiori.”

‟Belli?”