A crederci quest'anno avremo, duelli, (prepàrati, On. Chiesa!) — diplomatici in imbarazzo, medici in faccende, studenti che si agitano, crisi bancaria, scontro ferroviario (uno?) — collisione di vapori in mare, (allude alle Convenzioni Marittime?) — una Potenza minaccia di ritirare il suo rappresentante da una Corte d'Europa, violazione di un segreto di Stato, si teme l'invasione epidemica di una grave malattia, (il colera? E noi abbiamo l'esposizione! Ma che sapeva Barbanera? Colpa del Conte di S. Martino, che non gliel'ha comunicato a tempo!).

Ma insomma il 1911 sarà un anno di disgrazie? Nossignore. Avremo nuove scoperteun matrimonio principesco (ah! miss Elkins, la fretta ti ha rovinato!), buone vincite al lotto, cattura di un pericoloso malfattore, si scopre l'autore di un atroce delitto (e poi diciamo che la nostra Polizia dorme!), nuova opera in musica, applauditissima (assicurate Mascagni!), crisi mini... A proposito: i nostri giornali spiano gli uomini politici, assistono alle sedute del Parlamento, intervistano. Deputati e Senatori, eppure non sapevano che il Ministero Luzzatti-Sacchi sarebbe stato messo in sacco in modo curioso. Il Barbanera invece lo sapeva! 22 gennaio — crisi ministeriale in vista. Il 22 gennaio? ma il povero Luzzatti cadde il 18 Marzo. Sissignore, ma ricordatevi bene: l'agonia incominciò il 22 gennaio. E Barbanera sa pure un'altra cosa, sa che Giolitti cadrà il 29 Novembre. Ma lasciamo stare la politica. Oramai i ministri somigliano ai bimbi irrequieti: salgono e scendono, scendono e salgono, senza sapere che potrebbero rompersi la nuca del collo. Questo però non lo dice Barbanera, lo diciamo noi. Il buon astronomo invece, ci offre l'indicazione delle fiere e dei mercati, l'elenco di tutte le vigilie comandate, una tavola di Saturno per il lotto, la gerarchia cattolica, la genealogia delle principali case regnanti (nel Portogallo governa ancora Manuel II!), le lunazioni ebraiche, una dozzina di aneddoti ecc. ecc.

Ecco perchè il popolo ama il suo Barbanera. Specie il nostro contadino n'è entusiasta. Due o tre giorni prima del Santo Natale, acquista un po' di grazia di Dio, ma il primo acquisto è Barbanera. Lo accoglie con un sorriso, come si accoglie un amico di vecchia data, lo mette in tasca e per un anno intero consulta questo vangelo. Prima d'intraprendere qualunque lavoro di campagna interroga il suo inseparabile lunario. Bisogna seminare? ma che ne dice Barbanera? Piantar patate, faggiuoli, cavoli? e che ne pensa Barbanera? Mietere? per l'amor di Dio, in questi giorni abbiamo piogge. Giove è in congiunzione con la luna.

E pare che quest'anno Giove voglia divertirsi un po' di più. Sempre piogge, piogge, piogge! Potrebbe finirla. È vecchio e fa il libertino!

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Sfortunatamente questa letteratura minuscola, unico cibo intellettuale del popolo, accenna a scomparire. Il Barbanera è ancora vegeto e sano, anzi quest'anno è in rialzo, perchè nel passato inverno si avverò, con una precisione maravigliosa, tutto ciò che aveva preannunziato; ma dolorosamente bisogna constatare che tutti questi libriccini, a poco, a poco son messi da parte. E sapete perchè? Alcuni in nome della civiltà, del progresso cercano mettere nelle mani del popolo altri libri che parlano di dritti manomessi, di emancipazione di proletariato ecc. E quei cari libriccini sono chiamati grotteschi, ridicoli, incompatibili con lo spirito moderno.

Ma il giorno in cui il popolo avrà perduta la sua letteratura e quel non so che di poetico primitivo, che è l'unico balsamo nella sua fatale infelicità, quel giorno, solleticato, ma non soddisfatto dalle massime utopistiche degl'innovatori, vedrà la vita come una maledizione!

Per carità, lasciate che il popolo sia popolo. Proteggetelo, emancipatelo, ma non lo snaturate, non gli strappate quei libriccini di poche pagine, che furono scritti per lui, che gli fanno dimenticare tanti dolori, che commovendolo, divertendolo, educandolo, lo conservano sempre fantastico, sempre pietoso, sempre bambino nei suoi sentimenti, nelle sue credenze!

I libri nuovi.

Quanti libri nuovi avete comprati quest'anno? Pochi? O pochi o molti, libri nuovi se ne comprano sempre.