CAP. CII. Come fu impiccato il conte di Minerbino.

Il conte di Minerbino, detto Paladino, di cui tanto avemo addietro parlato, essendo da natura incostante e senza fede, tratto egli e ’l fratello di prigione dopo la morte del re Ruberto, appresso come fu morto il duca Andreasso se n’andò in Ungheria, e col re d’Ungheria tornò nel Regno, e col re stette mentre che gli mise bene, e non gli tenne fede. E venuto alla misericordia, e ricevuto perdonanza da lui, dopo la partita del re si riconciliò più volte col re Luigi, e da lui ebbe provvisione e doni per tenerlo in pace: ma la sua incostanza non glie le consentia, ma stava in rubellione, e accogliea rubatori e soldataglia, e correa in Puglia per pazzia non meno che per ruberia; e vedendo messer Luigi di Durazzo in discordia col re, s’accostava con lui; altra volta il lasciava, e prendea a suo vantaggio, e stava sì forte e avvisato, che in palese non potea ricevere impedimento. Il prenze di Taranto, chiamato l’imperadore, vedendo quanto costui tribolava la Puglia, commise a messer Betto de’ Rossi suo cavaliere, che segretamente avesse cura a’ suoi andamenti. Costui sentendolo in Matera, trattò con certi masnadieri che ’l seguitavano alla sua provvisione, e corruppeli per moneta per modo, che cavalcatovi colla gente dell’imperadore, di subito fu lasciato entrare nella terra. Il conte vedendosi tradito da’ suoi, ricoverò nel castello. Il prenze vi fu di presente intorno con molta gente, e cinselo dentro e di fuori per modo che non poteva uscire della fortezza, e da vivere non v’avea, sicchè fu costretto da necessità d’uscirne in camicia con uno capestro in collo, e gittossi a’ piè del prenze, come altra volta avea fatto a Trani al re d’Ungheria; ma la cosa non succedette a quel modo. Il prenze il fece prendere, e menollo ad Altemura; e fattosi dare il castello, a uno de’ merli il fece impendere per la gola nel detto castello.

CAP. CIII. Come fu preso Minerbino.

Sentendo messer Luigi fratello del conte come il prenze avea morto il fratello, essendo uomo di grande ardire e di seguito, di presente accolse soldati e caporali di ladroni, e misesi in Minerbino loro castello, il quale era forte a maraviglia, e credette poterlo tenere in rubellione. I terrazzani sapendo che il conte loro principale signore era morto, non assentirono di volere prendere arme contro a’ reali; e però messer Luigi elesse i compagni che volle, e fornita la rocca, ch’era inespugnabile, vi si racchiuse dentro, senza paura di forza che noiare lo potesse di fuori. Ma la fede corruttibile de’ soldati tosto l’ingannò. Che avendo seco dentro un conestabile lombardo, per danari e per larghe impromesse ricevette dentro, nella rocca colle sue mani uccise messer Luigi, e il corpo suo e la rocca diede al prenze, del mese di dicembre del detto anno. L’altro fratello, ch’era conte di Vico, con poca virtù e semplice uomo, vedendo lo sterminio de’ fratelli si partì del Regno, abbandonando le sue castella e la sua giurisdizione. E così prese fine ne’ successori il dominio di messer Gianni Pipino, il quale di piccolo notaio per la sua industria fatto de’ maggiori signori del reame al tempo del re Carlo vecchio, e colui ch’avea maggiore mobole fatto dell’avere de’ saracini di Nocera, quand’egli con sagacità e con inganno trasse i saracini del Regno, e acquistò al re Carlo la forte città di Nocera in Puglia. Costui comperò a’ figliuoli, e poi i figliuoli a’ nipoti, grandi e larghi baronaggi, miserabili per la loro fine.

CAP. CIV. Come i Genovesi mandarono in Sardigna venti galee per racquistare la Loiera, e non poterono.

Avendo il doge di Genova con l’armata di venti galee racquistato al comune Ventimiglia e Monaco, come poco innanzi abbiamo contato, coll’empito di quella vittoria le mandò di subito in Sardigna, acciocchè per forza vincessono la Loiera. E giunti là improvviso, scesono con molti balestrieri e con altri dificii a combattere la terra, sforzandosi di vincerla con ogni forza e ingegno che seppono. Ma i Catalani che dentro v’erano alla guardia valentemente si misono alla difesa, e ripararono sì francamente, che i loro nemici perderono ogni speranza d’acquistarla per forza. E lasciatovi di loro morti, e molti fediti e magagnati, raccolti a galea si tornarono a Genova, e disarmarono di novembre anno detto.

[ TAVOLA] DEI CAPITOLI

Qui comincia il quinto libro della Cronica di Matteo Villani; e prima il Prologo [Pag. 5]
Cap. II. Come messer Carlo di Luzimborgo fu coronato imperadore de’ Romani [7]
Cap. III. Come messer Ruberto di Durazzo prese per furto il Balzo in Provenza [9]
Cap. IV. Come i Provenzali s’accolsono per porre l’assedio al Balzo [10]
Cap. V. Come si cominciò l’izza da messer Galeazzo Visconti a messer Giovanni da Oleggio [11]
Cap. VI. Come il capitano di Forlì sconfisse gente della Chiesa [12]
Cap. VII. Come messer Filippo di Taranto prese per moglie la figliuola del duca di Calavria [13]
Cap. VIII. Come Massa e Montepulciano non ricevettono i vicari del patriarca [14]
Cap. IX. Come i Visconti tolsono a messer Giovanni da Oleggio il suo castello [15]
Cap. X. Andamenti della gran compagnia [16]
Cap. XI. Come il re di Tunisi fu morto [16]
Cap. XII. Come messer Giovanni da Oleggio rubellò Bologna [17]
Cap. XIII. Come il doge di Vinegia fu decapitato [23]
Cap. XIV. Come l’imperadore tornò coronato a Siena [26]
Cap. XV. Come il legato parlamentò a Siena con l’imperadore [27]
Cap. XVI. Come l’imperadore ebbe la seconda paga da’ Fiorentini [28]
Cap. XVII. Come il nuovo tiranno di Bologna mandò a Firenze ambasciatori a richiedere i Fiorentini [19]
Cap. XVIII. Come fu sconfitto e preso messer Galeotto da Rimini da’ cavalieri del legato [30]
Cap. XIX. Come la fama della liberazione di Lucca si sparse [32]
Cap. XX. Come l’imperadore diede Siena al patriarca [33]
Cap. XXI. Come i capi de’ ghibellini d’Italia si dolsono all’imperadore [34]
Cap. XXII. Come l’imperadore si partì da Siena e andò a Samminiato [36]
Cap. XXIII. Come il cardinale d’Ostia fu ricevuto a Firenze [37]
Cap. XXIV. Come la gente del legato presono quattro castella de’ Malatesta [38]
Cap. XXV. Come morì il duca di Pollonia [39]
Cap. XXVI. Come fu coronato poeta maestro Zanobi da Strada [41]
Cap. XXVII. Come fu morto messer Francesco Castracani da’ figliuoli di Castruccio [42]
Cap. XXVIII. Come i Fiorentini mandarono tre cittadini all’imperadore a sua richiesta [44]
Cap. XXIX. Come i Sanesi ebbono novità [44]
Cap. XXX. Come i Pisani per gelosia furono in arme [46]
Cap. XXXI. Ancora gran novità di Pisa [47]
Cap. XXXII. Come furono in Pisa presi i Gambacorti [49]
Cap.XXXIII. Come fur arse le case de’ Gambacorti [51]
Cap. XXXIV. Di novità seguite a Lucca [53]
Cap. XXXV. Come nuovo romore si levò in Siena [55]
Cap. XXXVI. Come i Sanesi feciono rinunziare la signoria al patriarca [56]
Cap. XXXVII. Come furono decapitati i Gambacorti [57]
Cap. XXXVIII. Dello stato de’ Gambacorti passato [60]
Cap. XXXIX Come l’imperadore prese in guardia Pietrasanta e Serezzana [61]
Cap. XL. Come l’imperadore si partì di Pisa [62]
Cap. XLI. Come i Sanesi domandarono vicario all’imperadore, e non l’accettarono [63]
Cap. XLII. Come i Sanesi presono e rubarono la Massa [64]
Cap. XLIII. Come l’imperadore domandò menda a’ Pisani [65]
Cap. XLIV. Come i Sanesi vollono fornire la rocca di Montepulciano, e non poterono [66]
Cap. XLV. Come i Veneziani feciono pace co’ Genovesi senza i Catalani [67]
Cap. XLVI. Come si fè l’accordo dal legato a messer Malatesta da Rimini [68]
Cap. XLVII. Come i Genovesi appostarono Tripoli [69]
Cap. XLVIII. Come i Genovesi presono Tripoli a inganno [71]
Cap. XLIX. Di quello medesimo [73]
Cap. L. Come la gente del marchese di Ferrara fu sconfitta a Spaziano [74]
Cap. LI. Come l’imperadore ebbe l’ultima paga da’ Fiorentini, e fè la fine [75]
Cap. LII. Come il figliuolo di Castruccio fu decapitato [76]
Cap. LIII. D’una fanciulla pilosa presentata all’imperadore [77]
Cap. LIV. Come l’imperadore e l’imperadrice si partirono per tornare in Alamagna [78]
Cap. LV. Come il minuto popolo di Siena prese al tutto la signoria di quella [79]
Cap. LVI. Come la compagnia del conte di Lando cavalcò a Napoli [80]
Cap. LVII. Come Fermo tornò alla Chiesa e si rubellò da Gentile da Mogliano [81]
Cap. LVIII. Come il re di Francia mandò gente in Scozia per guerreggiare gl’Inghilesi [82]
Cap. LIX. Come i prigioni d’Ostiglia presono il castello [83]
Cap. LX. Come i Genovesi venderono Tripoli [84]
Cap. LXI. Come gli usciti di Lucca tentarono di far guerra [85]
Cap. LXII. Conta della gran compagnia di Puglia [86]
Cap. LXIII. Come il gran siniscalco condusse mille barbute contro alla compagnia, ond’ella s’accrebbe [87]
Cap. LXIV. Come gli usciti di Lucca s’accolsono senza far nulla [88]
Cap. LXV. Come il re di Cicilia racquistò più terre [89]
Cap. LXVI. Novità di Padova [90]
Cap. LXVII. Come i Visconti tentarono di racquistare Bologna [91]
Cap. LXVIII. Come in Firenze nacquono quattro lioni [91]
Cap. LXIX. Novità fatte per gli usciti di Lucca [92]
Cap. LXX. Come i Catalani non vollono la pace co’ Genovesi fatta per i Veneziani [93]
Cap. LXXI. Come messer Ruberto di Durazzo lasciò il Balzo [94]
Cap. LXXII. Come arse la bastita da Modena [95]
Cap. LXXIII. Come fu fatto il castello di Sancasciano [95]
Cap. LXXIV. Come in Firenze s’ordinò la tavola delle possessioni [97]
Cap. LXXV. Come il re d’Inghilterra con grande apparecchio valicò a Calese [98]
Cap. LXXVL Come il re Luigi s’accordò colla compagnia del conte di Lando [99]
Cap. LXXVII. Come il conte da Doadola fu sconfitto e morto dal capitano di Forlì [100]
Cap. LXXVIII. Come la gente del Biscione prese le mura di Bologna e furono cacciati [101]
Cap. LXXIX. Novità state in Udine [102]
Cap. LXXX. Come abbondarono grilli in Cipri e in Barberia [103]
Cap. LXXXI. Come messer Maffiolo Visconti fu morto da’ fratelli [103]
Cap. LXXXII. Come messer Bernabò ebbe la Mirandola [105]
Cap. LXXXIII. Come i Perugini presono a difendere Montepulciano [106]
Cap. LXXXIV. Come il re d’Inghilterra tornò in Francia [107]
Cap. LXXXV. Come il re d’Inghilterra cavalcò il reame fino ad Amiens [108]
Cap. LXXXVI. Della materia degl’Inghilesi medesima [109]
Cap. LXXXVII. Come morì il re Lodovico di Cicilia, e l’isola rimase in male stato [111]
Cap. LXXXVIII. Come in Napoli fu romore [111]
LIBRO SESTO
Cap. I. Il prologo [113]
Cap. II. Come nacque briga da’ Visconti a que’ di Pavia e di Monferrato [114]
Cap. III. Come si rubellarono terre di Piemonte [117]
Cap. IV. Come i Fiorentini feciono lega contro la compagnia [118]
Cap. V. Come gli Scotti presono Vervic [119]
Cap. VI. D’un trattato fatto per racquistare Bologna [121]
Cap. VII. Come si scoperse il trattato di Bologna, e fevvisi giustizia [122]
Cap. VIII. Come il signore di Bologna fece lega [125]
Cap. IX. Come l’oste del Biscione ch’era a Reggio si levò in isconfitta [125]
Cap. X. Come i Chiaravallesi di Todi tenevano trattato col prefetto [127]
Cap. XI. Come morì messer Piero Sacconi de’ Tarlati [127]
Cap. XII. Come scurò tutto il corpo della luna [128]
Cap. XIII. Come la gran compagnia presono Venosa [130]
Cap. XIV. Come il legato bandì la croce contro al capitano di Forlì [130]
Cap. XV. Come il conte Paffetta fu da’ Pisani messo in prigione [132]
Cap. XVI. Come gli Aretini riposono certe fortezze [133]
Cap. XVII. Di nuove rivolture della gran compagnia [134]
Cap. XVIII. Di grandi gravezze fatte dal re di Francia nel suo reame [135]
Cap.XIX. Come i Pisani facevano simulata guerra [136]
Cap. XX. Come il capitano della Chiesa assediò Cesena [138]
Cap. XXI. Come ’l conte da Battifolle assediò Reggiuolo [138]
Cap. XXII. Come il conticino da Ghiaggiuolo racquietò Ghiaggiuolo [139]
Cap. XXIII. Come i Visconti assediarono Pavia [140]
Cap. XXIV. Come il re di Francia prese il re di Navarra [141]
Cap. XXV. Come il re di Francia fece decapitare il sire di Ricorti e altri quattro cavalieri normandi [143]
Cap. XXVI. Di un grosso badalucco fu a Pavia- [144]
Cap. XXVII. Come i Visconti assediarono Borgoforte [145]
Cap. XXVIII. Come i Visconti feciono contro a’ prelati di santa Chiesa [145]
Cap. XXIX. Come i Visconti feciono tre bastite a Pavia [147]
Cap. XXX. Come i Turchi con loro legni feciono gran danno in Romania [147]
Cap. XXXI. Come gl’Inghilesi guerreggiarono il reame di Francia [148]
Cap. XXXII. Come gl’Inghilesi furarono un forte castello [150]
Cap. XXXIII. Come il zio del conte di Ricorti si rubellò al re di Francia [151]
Cap. XXXIV. Come messer Filippo di Navarra si rubellò al re di Francia [151]
Cap. XXXV. Come il popolo di Pavia prese le bastite, e liberossi dall’assedio [152]
Cap. XXXVI. Il movimento del re d’Ungheria per assediare Trevigi [155]
Cap. XXXVII. Come per l’avvenimento del re d’Ungheria si temette in Italia [156]
Cap. XXXVIII. Come la cavalleria del re Luigi sconfissono i nemici, e furono vinti [157]
Cap. XXXIX D’appelli fatti per lo conte di Lando di tradigione [159]
Cap. XL. Come i Sanesi per paura ricorsono a’ Fiorentini [160]
Cap. XLI. Come l’oste si levò da Borgoforte [161]
Cap. XLII. Principio della guerra da’ Fiamminghi a’ Brabanzoni [162]
Cap. XLIII. Come il conte di Fiandra andò su quello di Brabante [164]
Cap. XLIV. Come si fece accordo sul campo da’ Fiamminghi a’ Brabanzoni [165]
Cap. XLV. Come la città d’Ascoli s’arrendè al legato [166]
Cap. XLVI. Come il legato procacciò tenere il Tronto alla compagnia [167]
Cap. XLVII. Come i Pisani ruppono la franchigia a’ Fiorentini [168]
Cap. XLVIII. Come i Fiorentini deliberarono partir si da Pisa e ire a Talamone [170]
Cap. XLIX. Come fu disfatta la città di Venafri in Terra di Lavoro [171]
Cap. L. Come l’oste del re d’Ungheria cominciò a venire a Trevigi [172]
Cap. LI. De’ parlamenti che di questo si feciono in Lombardia [173]
Cap. LII. Come il re d’Ungheria ebbe Colligrano [174]
Cap. LIII. Come il re d’Ungheria venne a oste a Trevigi [175]
Cap. LIV. Come si reggeano gli Ungheri in oste [176]
Cap. LV. Come l’oste si mantenea a Trevigi [180]
Cap. LVI. Come la gran compagnia passò nella Marca [182]
Cap. LVII. De’ fatti dell’isola di Cicilia [183]
Cap. LVIII. Come il conte di Lancastro cavalcò fino a Parigi [184]
Cap. LIX. Come il re di Francia andò in Normandia [185]
Cap. LX. Come il papa e l’imperadore diedono titolo al re d’Ungheria [186]
Cap. LXI. Come i Fiorentini s’acordarono di fare porto a Talamone [187]
Cap. LXII. Come messer Bruzzi cercò di tradire il signore di Bologna [189]
Cap. LXIII. Come i Veneziani cercarono accordo col re d’Ungheria [190]
Cap. LXIV. Come il signore di Bologna scoperse un altro trattato contro a sè [192]
Cap. LXV. Di certa novità che gli Ungheri feciono nel campo a Trevigi [193]
Cap. LXVI. Come il re d’Ungheria si levò da oste da Trevigi [194]
Cap. LXVII. Raccoglimento di condizioni e movimento del re [195]
Cap. LXVIII. Come la gente della lega di Lombardia sconfisse il Biscione a Castel Lione [190]
Cap. LXIX. Trattati de’ Ciciliani [197]
Cap. LXX Come la compagnia stette sopra Ravenna [198]
Cap. LXXI. Come i Fiorentini ordinarono di fare balestrieri [199]
Cap. LXXII. L’ordine ch’e’ Fiorentini presono per mantenere i balestrieri [200]
Cap. LXXIII. Come i Trevigiani furono soppresi dagli Ungheri con loro grave danno [201]
Cap. LXXIV. Come il Regno era d’ogni parte in guerra [202]
Cap. LXXV. Come i collegati condussono la compagnia al loro soldo [203]
Cap. LXXVI. De’ fatti de’ collegati di Lombardia [204]
Cap. LXXVII. Come i Brabanzoni ruppono i patti a’ Fiamminghi [205]
Cap. LXXVIII. Come il conte di Fiandra andò sopra Brabante [206]
Cap. LXXIX. Come il duca di Brabante si fè incontro a’ Fiamminghi [207]
Cap. LXXX. Come i Fiamminghi sconfissono i Brabanzoni [208]
Cap. LXXXI Come il conte di Fiandra ebbe Borsella [209]
Cap. LXXXII. Come il conte di Fiandra ebbe tutto Brabante a suo comandamento [211]
Cap. LXXXIII. Perchè si mosse guerra dagli Spagnuoli a’ Catalani [212]
Cap. LXXXIV. Di gran tremuoti furono in Ispagna [214]
LIBRO SETTIMO
Cap. I. Il Prologo [215]
Cap. II. Come il re di Francia prese la croce per fare il passaggio [216]
Cap. III. Le parole disse frate Andrea d’Antiochia al re di Francia [218]
Cap. IV. Molte laide cose fece il re di Francia [220]
Cap. V. Come il re di Francia uscì di Parigi con suo sforzo, e andò in Normandia [222]
Cap. VI. Quello faceva il prenze di Guales [223]
Cap. VII. Come il re di Francia pose il campo pressò al prenze [224]
Cap. VIII. Due conti del re di Francia rimasono presi da un aguato [226]
Cap. IX. Puose il re di Francia il campo suo presso agl’Inghilesi [227]
Cap. X. I legati cercarono accordo tra due signori [228]
Cap. XI. I patti che si trattarono e quasi conchiusono [229]
Cap. XII. Come il vescovo di Celona sturbò la pace [231]
Cap. XIII. Diceria che fece il prenze di Guales a’ suoi [233]
Cap. XIV. Come i Franceschi s’apparecchiarono alla battaglia [235]
Cap. XV. Le schiere e gli ordini de’ Franceschi [235]
Cap. XVI. L’ordine degl’Inghilesi con le loro schiere [236]
Cap. XVII. La battaglia tra il re di Francia, e il prenze di Guales [237]
Cap. XVIII. La sconfitta del re di Francia e sua gente [239]
Cap. XIX. Racconta molti morti e presi nella battaglia [241]
Cap.XX. Come il re di Francia n’andò preso in Guascogna [242]
Cap. XXI. I modi tenne il re d’Inghilterra sentendo la novella di sì gran vittoria [243]
Cap. XXII. Battaglia fra due cavalieri, e perchè [244]
Cap. XXIII. Processo fatto contro a’ signori di Milano per lo vicario dell’imperadore [245]
Cap. XXIV. Risposta fatta per li signori di Milano al vicario [246]
Cap. XXV. Risposta fatta per lo vicario alla detta lettera [247]
Cap. XXVI. Come i soldati de’ tiranni non vollono venire contro all’insegna dell’imperadore [248]
Cap. XXVII. Come il vicario puose campo [249]
Cap. XXVIII. Ordine del re d’Ungheria alla guerra con i Veneziani [250]
Cap. XXIX. L’aguato misono gli Ungheri a gente de’ Veneziani [251]
Cap. XXX. Come il re Luigi trattò d’avere Messina in Cicilia [252]
Cap. XXXI. Come si trattò pace fra il conte di Fiandra e i Brabanzoni [253]
Cap. XXXII. Come i Fiorentini si partirono da Pisa e andarono a Siena con le mercatanzie [254]
Cap. XXXIII. Come il capitano di Forlì si provvide [255]
Cap. XXXIV. Come Faenza s’arrendè al legato, e’ patti [256]
Cap. XXXV. Che fece la gente della lega de’ Lombardi in questo tempo [257]
Cap. XXXVI. Della materia medesima [257]
Cap. XXXVII. Come l’oste della lega fu rotta dalla gente di Milano [258]
Cap. XXXVIII. Il consiglio prese il capitano di Forlì [261]
Cap.XXXIX. Messer Niccola prese Messina per lo re Luigi [262]
Cap. XL. Come si ribellò Genova a que’ di Milano [264]
Cap. XLI. Come fu disfatta la chiesa di santo Romolo [265]
Cap. XLII. Quello fece messer Filippo di Taranto e di Vercelli [267]
Cap. XLIII. Come si fuggì di Milano la donna che fu di messer Luchino col figliuolo [268]
Cap. XLIV. Come il Re Luigi e la reina andarono a Messina [269]
Cap. XLV. Come fu murato il borgo di Fegghine [270]
Cap. XLVI. D’un parlamento fece l’imperadore in Alamagna [271]
Cap. XLVII. Come il marchese di Monferrato ebbe il castello di Novara [272]
Cap. XLVIII. Come messer Bernabò volle uccidere messer Pandolfo Malatesti [273]
Cap. XLIX. Come i Genovesi racquistarono Savona [277]
Cap. L. Guerra dal re di Castella a quello d’Araona [277]
Cap. LI. Come messer Filippo di Novara cavalcò presso a Parigi [278]
Cap. LII. Come si cominciò le mulina del comune di Firenze [279]
Cap. LIII. Come il reame di Francia ebbe gran divisione [280]
Cap. LIV. Morte del conte Simone di Chiaramonte in Cicilia [281]
Cap. LV. Come si liberò il Borgo a Sansepolcro da tirannia [282]
Cap. LVI. Come l’abate di Clugnì succedette al cardinale di Spagna [283]
Cap. LVII. Come il re di Francia fu menato in Inghilterra [283]
Cap. LVIII. Come la gente della Chiesa entrò in Cesena [286]
Cap. LIX. Come il legato con sua forza andò a Cesena [287]
Cap. LX. Abboccamento e triegua fatta dal re di Spagna al re d’Araona [288]
Cap. LXI. Come Rezzuolo si diede a’ Fiorentini [289]
Cap. LXII. Come i Pisani vollono torre Uzzano a Fiorentini [290]
Cap. LXIII. Come i Pisani armarono galee per impedire il porto [291]
Cap. LXIV. L’aiuto mandò messer Bernabò al capitano di Forlì [292]
Cap. LXV. Come il conte d’Armignacca da Tolasana per gravezze fu cacciato [293]
Cap. LXVI. Conta dell’onore fatto al re di Francia in Inghilterra [294]
Cap. LXVII. Trattato tenuto per li Fiorentini in accordare il capitano di Forlì con il legato [298]
Cap. LXVIII. Come il legato ebbe la murata di Cesena [297]
Cap. LXIX. De’ fatti di madonna Cia donna del capitano di Forlì [298]
Cap. LXX. Novità fatte in Ravenna [300]
Cap. LXXI. Novità di Grecia, e presura di loro signori [302]
Cap. LXXII. Come il re Luigi assediò Catania in Cicilia [304]
Cap. LXXIII. Della materia medesima [305]
Cap. LXXIV. Come l’oste del re Luigi si levò da Catania in isconfitta [306]
Cap. LXXV. Come la compagnia venne sul Bolognese [307]
Cap. LXXVI. Come il comune di Firenze afforzò lo Stale [308]
Cap. LXXVII. Come s’arrendè la rocca di Cesena al legato [309]
Cap. LXXVIII. De’ fatti di Costantinopoli [311]
Cap. LXXIX. Come il legato prese Castelnuovo e Brettinoro [312]
Cap. LXXX. Di processi fatti contro la compagnia per lo legato [313]
Cap. LXXXI. Della gravezza facea il tiranno a’ Bolognesi [314]
Cap. LXXXII. Come i Veneziani domandarono pace al re d’Ungheria [316]
Cap. LXXXIII. Come il legato ebbe la rocca di Brettinoro [317]
Cap. LXXXIV. Come si bandì la croce contro la compagnia [317]
Cap. LXXXV. Aiuti mandarono i Fiorentini al legato [319]
Cap. LXXXVI. Come i Genovesi ebbono Ventimiglia [320]
Cap. LXXXVII. Come l’arciprete con compagnia entrò in Provenza [321]
Cap. LXXXVIII. Come il conte di Fiandra rendè Brabante alla duchessa facendo pace [323]
Cap. LXXXIX. Come il legato s’accordò alla compagnia per danari [323]
Cap. XC. Ricominciamento dello studio in Firenze [325]
Cap. XCI. Come si trovarono l’ossa di papa Stefano in Firenze [325]
Cap. XCII. Leggi fatte sopra i medici [326]
Cap. XCIII. Come i Genovesi ebbono Monaco [327]
Cap. XCIV. Come il cardinale assediò Forlì [328]
Cap. XCV. Come il re d’Inghilterra ruppe i patti della pace [329]
Cap. XCVI. Della mostra fatta a Avignone di cortigiani per tema della compagnia [330]
Cap. XCVII. Come il re Luigi da Messina tornò a Napoli [331]
Cap. XCVIII. Come si perdè Governo a’ Mantovani [332]
Cap. XCIX. Come i signori di Milano presono Borgoforte, e assediarono Mantova [333]
Cap. C. Come il cardinale Egidio passò per Firenze [335]
Cap. CI. Come per i cardinali non si fe’ nulla della pace de’ due re [337]
Cap. CII. Come fu impiccato il conte di Minerbino [338]
Cap. CIII. Come fu preso Minerbino [339]
Cap. CIV. Come i Genovesi mandarono in Sardigna venti galee per racquistare la Loiera, e non poterono [340]

ERRORI CORREZIONI
TOMO III.
p. 57 v. 21 dimostare dimostrare
124 6 e a avuti e avuti
257 27 si sfo (In alcune copie) si sfor-
275 24 stamapanare, e stampare, e
277 24 avversaro avversario