Quell'idea la divertiva immensamente. Si figurava che i passeri delle siepi l'avrebbero presa per una perversa creatura, in piena rivoluzione contro le convenienze. Diceva mille gentili pazzie, col volto acceso dal piacere, ed era veramente carina sotto l'ombra di quel cappello mascolino.
E Giuliano, guidando Mia, che in quel giorno pareva straordinariamente docile e savia, guardava con vero piacere la Duchessa, che gli pareva molto più bellina del solito, con quel non so che di nuovo, di biricchino, di piccante che s'era messo addosso, in un colla foggia ardita, quasi mascolina, del suo acconciamento. E allora, nell'animo vigliacco del creolo, un'ignobile contentezza si diffuse. Il rimorso si ritrasse davanti alla segreta soddisfazione d'aver così bene organizzato il libro mastro, in partita doppia, della sua esistenza. Ora cominciava ad apprezzar Milla.... si proponeva di crearle un'esistenza veramente beata.
Non era forse uno squisito contrasto quello che l'aspettava di piè fermo, ad ogni suo ritorno da Genova? Nella placida, profonda corruzione dell'animo suo, il gentiluomo aveva poste le basi del modus vivendi per l'avvenire, e si congratulava ignobilmente con sè stesso. Marito ed amante fortunato, egli godeva contemporaneamente gli orgasmi febbrili d'un antico ardore, ravvivato nell'attrattiva suprema d'un secondo adulterio, e le pure, soavi soddisfazioni d'un affetto ingenuo, delicato, gentile.... quasi abbastanza attraente per dare una certa poesia persino alla noiosa prosa dell'amore legittimo.
Egli pensava così, e sul suo capo il cielo azzurreggiava intensamente, il sole irradiava la sua strada, la campagna amena, sorridente lo accompagnava colle sue verdi, infinite giocondità.
Per un po' quei due scappati da casa chiacchierarono allegramente. Ma, quando furono al principio della discesa, Giuliano disse a Milla:
—Ora, carina, fammi il piacere di star quieta per un momento; siamo vicini ad una certa voltata alla quale bisogna star attenti. Ci vuol occhio e un cavallo sodo.
—Oh! Mia è una perla—rispose Milla, crogiolandosi nel suo cantuccio e imitando scherzosamente la posa classica d'un groom a cassetto.
Giuliano serrò il freno della meccanica, e, benchè la discesa non fosse ancora principiata, mise Mia al passo.
Drollino, dietro al muro del cimitero, aveva udito da lungi il passo di Mia. Oh! quel passo della sua cavalla!... l'avrebbe riconosciuto fra mille. Sentì nel cuore un gran schianto, una ribellione tremenda. Ma non cedette. Solo per esser più sicuro, guardò ancora una volta oltre il sommo del muricciuolo.
No, non s'era ingannato. Sulla strada il sole batteva splendidamente suscitando dei riflessi abbaglianti nei cristalli dei fanali. Ma ciò non gli impedì di ravvisare Mia, l'americana, la barba bionda del Duca, e accanto a lui l'uniforme verde coi bottoni dorati di Battista. Ecco, il momento era venuto.