Il Duca, cogli occhi smisuratamente aperti, gridava: aiuto! Era pazzo di terrore, fissava il burrone verso cui si sentiva irresistibilmente trascinato. Gettò un urlo e chiuse gli occhi.
Milla era svenuta.
Drollino, con un salto da pantera, s'era gettato sulla cavalla, avvinghiandosele al morso, opponendo all'impeto delirante della corsa sfrenata la forza d'una resistenza quasi sovrumana. L'uomo ed il cavallo lottarono un momento, poi s'udì un nitrito di dolore, uno schianto di legnami che si spezzano, poi, in un nuvolo di polvere, si vide a pochi passi dal ciglio del burrone un informe gruppo di membra umane e cavalline, che dibattendosi e rotolando, cadevano assieme. La carrozza, con un ultimo violento sobbalzo, si fermò, mentre quell'ammasso s'agitava sul terreno con una serie di moti convulsi, che s'andarono gradatamente quietando. Tutto ciò era accaduto in pochi secondi. Il Duca aprì gli occhi, si vide salvo, e vide che Milla era soltanto svenuta. La sollevò fra le braccia e l'adagiò sull'erba, al sicuro. Poi si accostò di nuovo al legno spezzato. Vide Mia, distesa per terra, che dava gli ultimi tratti, e, sotto al fianco palpitante della cavalla, vide colui che con atto di audacia disperata era giunto in suo aiuto, in quel supremo istante di pericolo. Si chinò a guardare, e in quell'uomo, immobile, morto forse o privo di sensi, ravvisò Drollino.
Il rimbombo dello sparo aveva chiamata gente. La Duchessa, che cominciava a riaversi, fu sopra una barella improvvisata ricondotta alla villa. Il Duca, rassicurato sul conto di sua moglie, volle tornare sul luogo del disastro dove i sopraggiunti finivano allora allora di liberare Drollino.
L'infelice giovane era ancor vivo, ma il suo stato metteva raccapriccio. Nella sua lotta disperata colla cavalla aveva ricevuto da questa un violento calcio nel petto; un braccio era spezzato, e al disopra dell'occhio destro il sangue generoso del giovane, spicciava abbondante da una ampia ferita.
Il medico del villaggio, chiamato in fretta e furia, visitò sul luogo stesso Drollino, che i contadini avevano adagiato sui cuscini della carrozza.
Pareva ancora svenuto. Il dottore, dopo averlo attentamente esaminato, si lasciò sfuggire un ehm che non prometteva nulla di buono. Il Duca lo interrogò ansiosamente.
—Mi spiace—rispose il dottore,—ma temo che i polmoni siano in isconquasso. È un uomo andato.... questione di giorni..., capisce?
Drollino ebbe un moto ed un gemito. Era tornato in sè.... aveva udita la sua condanna?
Chi potrebbe dirlo? Sul suo volto macchiato di sangue e di polvere l'espressione era illeggibile.