—Buon giorno, Drollino.

Drollino trovò il coraggio di chiederle come stesse.

Essa arrossì profondamente con un pudore giocondo. E rispose:—Bene.—Ma rispose in fretta, colta da un conscio imbarazzo davanti alla semplice, ossequiosa domanda d'un palafreniere qualunque. E subito; per cambiare argomento:

—Drollino, sai che andiamo via?

Egli non sapeva nulla, e disse:

—Come mai? così presto.... due mesi soltanto....

E sbarrò gli occhi con un'espressione curiosa a vedersi, difficile a definire.

—Sicuro.... si va via.... la settimana ventura. Io starei ancora qui tanto volentieri, ma il Duca dice che bisogna andare ai bagni.

Diceva queste cose con rammarico, ma anche con una segreta gioia di poter ardere questo rammarico, come un granello d'incenso, sull'altare del suo nume.

Il Duca aveva parlato dei bagni, li aveva vantati come giovevoli alla sua salute; non aveva detto positivamente «andiamo,» ma diceva a Milla, con quella sua voce lenta e melodica, che il caldo ad Astianello minacciava di farsi eccessivo, e che anche per lei, anzi, ben inteso per lei, sarebbe stato meglio un po' d'aria di mare, un po' di svago....