Olga Dornelli Zorodoff era stata alquanto maravigliata dell'invito di Milla, e l'aveva accettato unicamente perchè l'aveva interpretato come una sfida di Giuliano. Aveva deciso suo marito ad accompagnarla, ed eran venuti. Dopo tutto, erano parenti di casa Lantieri, e la visita poteva assumere una apparenza di plausibità. Ed ora ella si compiaceva di esser venuta. Trovava che Milla non era punto male. Aveva capito subito che l'invito era stato una di quelle sublimi assurdità, delle quali non può esser capace se non la più ignara delle inesperienze, e l'idea d'un cordiale ammaestramento era penetrato nella mente ben disposta della ex-rivale. Il suo programma era benevolo: guadagnare l'animo di quella bambina, indurla a pienamente tradirsi, ridere un poco con lei, e dirle:—Bada, bimba; non va fatto così. Bisogna cangiar tattica.—Ordinariamente; queste educazioni fra donne sono una cosa molto spiccia.
Olga seppe ad Astianello guadagnare tutte le simpatie. Sin dal primo giorno, ebbe gli uomini dalla sua. E le donne, naturalmente, tennero dietro. Ma la Duchessa no. Milla aveva subito provata per la Baronessa una specie di avversione istintiva. La trovava più formidabile di quanto l'entusiasmo della sua determinazione gliel'avesse rappresentata. Vedendola, aveva subito imparata una crudele lezione. Non la temeva precisamente; essa era sicura di Giuliano, oh! sicurissima; ma, nel segreto dell'animo suo, avrebbe dato dieci, vent'anni della sua vita per poter cancellare dal suo passato quel momento d'insana temerità ch'essa, appena compito, aveva cessato di spiegare a sè stessa.
Non già che colla Baronessa fosse sgarbata, o mancasse come che sia ai suoi doveri di padrona di casa. Oh, no; era inappuntabile nel suo contegno, nella sua cortesia. Ma si sforzava ad esserlo, e talvolta, in quell'esattezza così rigorosa, lo sforzo era visibile. Olga cercava invano d'accaparrarsi quell'animuccia di ex-educanda, di cui voleva, moralissimamente, farsi un trastullo, poichè aveva generosamente rinunziato ad un altro genere di divertimento. Ma il suo fascino non la serviva bene in questa occasione. Milla non le era ostile; le era soltanto aliena. S'era bensì provata a trattarla altrimenti, come una amica; non le riusciva. Mentre la Russa l'avvolgeva, con un tatto infinito, nelle apparenze di un'intimità cordiale ed affettuosa, essa invece rifuggiva, quasi per istinto, da ogni dimostrazione d'intrinsichezza. Non sapeva, colla schiettezza ignara dell'animo suo prestarsi ad una commedia che non la persuadeva. Ond'è che agli ospiti in generale, Milla, con quella sua contegnosità enigmatica, riesciva meno simpatica di quella allegra Baronessa, sempre e così schiettamente cordiale. E Olga cominciava a trovare più facili, più piani i rapporti col Duca.
Il loro passato non li imbarazzava punto. Olga, colla sua semplicità sapiente, con quella sua inalterabile uguaglianza d'umore, l'aveva abolito. Con una manovra, d'un'audacia senza pari, aveva fatto punto e da capo. Era convenuto che fra lei e Giuliano non esisteva più se non l'amicizia.
Il Barone, dopo aver accompagnato sua moglie ad Astianello, era partito per certe caccie maremmane, ma promettendo di tornare per riprenderla e condurla poscia nel Mezzogiorno. Anche quello era un matrimonio che andava benissimo.
Si aspettava la colazione in giardino. Olga, seduta in una poltrona americana, si dondolava con una mossa pigra, che le stava bene. Milla, appoggiata alla balaustra del terrazzo, coglieva dei gelsomini; accanto a lei, la Contessa Garbi tentava con molto, ma vano buon volere un acquerello infelice. Più in là, due o tre signore si ostinavano al croket, col concorso degli uomini della brigata. Giuliano solo, postosi dietro la Contessa Garbi, guardava l'acquerello progredire, e pareva approvarne caldamente l'esecuzione; ma ogni tanto il suo grande occhio azzurro si distraeva.
—Mia cara Milla, tu disegni, nevvero?—chiese dolcemente la Baronessa.
—Avevo principiato, ma ora non disegno più, dacchè ho visto quanto è difficile per noi donne.
—Ma col tuo talento....—fu pronta ad aggiungere la Russa.—Perchè hai un bel negarlo, cara mammoletta, tu hai proprio del talento, e per tutto....