—Ho saputo—gli disse soavemente—che tu pure venivi spesso a chieder mie nuove. Ti ringrazio.
Egli la guardava fisso.... come incantato. Com'era bella e pallida.... e com'era diversa dalle altre!
Giuliano, che aveva bevuto del Johannisberg molto vecchio in onore della Duchessa, era di lietissimo umore!
—Certo....—sclamò benignamente—veniva ogni giorno a chiedere alla Carolina.... eh!... eh!... guarda.... Drollino!
Drollino guardò infatti il Duca, e in modo siffatto che questi, pur continuando a ridere, non proseguì a toccar quel tasto. E un momento dopo, temendo che Milla fosse stanca, la condusse via.
Milla non si oppose; senz'avvedersene, ricadeva invincibilmente nella obbedienza cieca e fiduciosa dell'amor suo.
Partirono adunque sui primi di dicembre, contenti, felici, e in perfetta armonia. In casa rimaneva tuttora parte della servitù, quella che avrebbe più tardi raggiunti i padroni a Napoli, e quella fissa per tutto l'anno ad Astianello.
La sera stessa si trovarono riuniti in cucina, attorno all'allegra fiammata del caminone. Drollino ci andò pure un momento, prima di recarsi a letto.
Nel crocchio si discutevano, naturalmente, gli ultimi avvenimenti di quella fortunosa villeggiatura.
—E la Russa?—chiese a un tratto il paggetto.