—Dico—insistè la Duchessa—se posso andare per conto mio.... senza maestro, insomma?

Egli esitò un poco poi, con voce fioca, disse:

—Non ancora.

Milla, scontenta, tormentava la punta del suo frustino.

—Ha ancora bisogno d'impratichirsi un poco....—soggiunse Drollino dolcemente.—Ma presto potrà andar sola....

Essa fece un gesto annoiato.—Sola! non ho nessuna idea di andar sola.... Va pure—disse poi distrattamente a Drollino.

Drollino s'inchinò e tornò in scuderia. Camminava a passo lento, a capo chino.... come un uomo che ha ricevuto sul collo un colpo di bastone.

Certo.... la cosa era semplicissima; tanto semplice ch'egli chiedeva a sè stesso come mai non l'avesse avuta sempre davanti agli occhi. Sicuro! quella era la conseguenza immediata del suo zelo nell'insegnar l'equitazione alla Duchessa.... metterla in grado d'accompagnare.... anche a cavallo, suo marito.

Ancora qualche giorno, e le lezioni sarebbero finite.... ed egli diventava inutile a Milla.

Ebbene.... tanto meglio!... Egli era stanco di quella vita, ne sentiva talvolta come una specie d'uggia dolorosa, provava da qualche tempo in qua un'irritazione latente, ma incessante. Sentiva, così ad intervalli, un desiderio febbrile d'allontanarsi di lì, di mutar vita.... d'imbattersi in qualche distrazione nuova, potente, che lo togliesse alla vita stupida, inerte che avrebbe condotto ad Astianello quando fossero finite le lezioni dell'arte ch'egli idolatrava!...