—E anche mio marito,—proseguì Milla, anche lui, adesso, ti vuol bene.
Il sorriso scomparve in un baleno dal volto di Drollino e gli succedette una lieve contrazione nervosa.
—Sicuro,—continuò Milla, con soave insistenza, avevamo anche fissato di mandarti a Londra, perchè accompagnassi qui i cavalli nuovi, pel tiro a quattro.
Ma la Duchessa dovette accorgersi, studiando la fisonomia inflessibile di Drollino, che neppure quella splendida suggestione, valeva a farlo recedere dal suo proposito.
Non insistette. Quell'ostinazione invincibile la offendeva.
—Allora,—disse con subita alterigia, quand'è così, va pure.
Ma un momento dopo, sentì una lagrima spuntarle sul ciglio. Ella voleva bene ai suoi; a quelli di casa sua. E ne rimanevano pochi ormai ad Astianello. I nuovi servitori, scelti dal Duca, avevano a poco a poco, accaparrati i posti migliori.
E ora.... anche Drollino. Era un altro lembo del passato che scompariva.
Egli vide quella lagrima e rimase inchiodato al suo posto pallido, atterrito.
—Signora Duchessa,—disse con voce tremante; creda.... anch'io.... mi perdoni....