Ella sentiva confusamente tutto ciò, l'osservazione dal quale era oggetto le arrecava un senso disgustosissimo di turbamento, un'irritazione disperata e ribelle. S'avvide ch'egli preferiva di gran lunga le sue alle cure della contessa Galli; piegandosi a prendere una medicina disgustosa, Leone attribuiva unicamente a sua moglie il merito della propria docilità! lo faceva soltanto per far piacere a Diana. — Una volta, mentre essa gli porgeva una tazza di stillato, le loro dita s'erano intrecciate attorno alla porcellana ed egli, con una leggera pressione, aveva per così dire, sottolineato quel contatto di un secondo. Ma quel secondo era bastato a rammentarle un caso consimile, a proposito di Alberto e di una tazza di the. Una trasfigurazione era passata sul suo volto, accompagnata da un violento rossore, nè tutto ciò era rimasto inosservato da Leone.
Ma non se ne inquietò, se ne compiacque anzi, in cuor suo e parve non avvertire la reazione di più sostenuta freddezza che Diana fe' tener dietro a quel muto incidente. — Leone conosceva molto le donne; non forse altrettanto la donna.
La convalescenza progrediva benone. Il conte di Rezzano s'alzava, moveva qualche passo e non si opponeva per nulla all'annunciata partenza di sua suocera.
Diana invece la combatteva con tutte le forze.
Supplicava, scongiurava... coprendo di baci quel caro vecchio volto... No, mamma, non andar via... rimani.
La contessa Galli si difendeva, commossa da quell'insistenza, non senza una vaga inquietudine di quel visibile terrore della solitudine, che si tradiva in Diana. Invano cercava dimostrarle la necessità di quella partenza, già più volte posposta, accampava la necessità di attendere alla propria casa, le due sorelle erano sole da un mese colla governante... gli affari... insomma, era impossibile!
Una volta Diana, nell'ardore delle sue istanze si lasciò sfuggire un: non lasciarmi, sì spaventato, sì angoscioso che la contessa Galli ne rimase davvero impensierita. Pensò che se non si batteva il ferro, subito, ora che era caldo, chissà quando sarebbe tornata l'occasione.
— Non ti lascio sola, cara Diana, le disse teneramente, ti lascio con tuo marito.
Diana si strinse le mani, con un gesto nervoso.
— Ma sai... sclamò... sai pure...