Esitò, visibilmente turbata. Poi a voce sommessa, come se parlasse a sè stessa:
— E se non mi amasse? — chiese angosciosamente.
Guardai fiso Ninì. Non so come, in quel momento mi parve malata. Cercai a lungo, ma non trovai che una risposta.
— Ma se ti ha chiesta in sposa!
— Sì, — diss'ella, ravvivandosi per un secondo. Ma soggiunse, con infinito scoramento: — E se non mi amasse!
Una fissazione, evidentemente. Assunsi il tono di chi parla ad un fanciullo caparbio.
— Suvvia Ninì, non sciupare, con quelle ubbie senza base, la tua vera, la tua rara felicità. Non essere sragionevole. Sir Alano è padrone di sè stesso, della sua volontà. Nessuno lo costringe a prender moglie. Ti ha scelta fra noi tutte. Se non ti amasse non ti sposerebbe... Tutti lo vedono e lo dicono: Egli ti ama.
Ella sorrise, con un subito ritorno all'estasi di poc'anzi.
Tacemmo alquanto.
— Mi ama? — chiese, ella a un tratto, con un abbandono quasi angoscioso, come un neofito che, malato di scrupoli, chiedesse al confessore: Padre salverò l'anima mia?