Archivio Buonarroti. Di Roma, 29 di dicembre 1548.
CCVII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — A questi dì m'è stato parlato di nuovo, per conto di darti donna, di dua fanciulle, le quale credo che ancora te ne scrivessi l'anno passato: e queste sono una figluola d'Alamanno de' Medici, l'altra figluola di Cherubino Fortini: in quella de' Medici credo che non sian molti danari e che anche sia troppo attempata. Dell'altra ne so manco parlare; in modo che mal ti posso consigliare più d'una che d'un'altra, perchè n'ò poca notizia: ma ben mi pare che non ci sendo di noi altri che tu, debba tôrla; ma siàno in tempi che per più conti bisognia aprir bene gli ochi: però pènsavi, e quando tu abbi più una fantasia che un'altra, avisami. Tu mi scrivesti circa un mese fa d'una certa possessione: io ò avuto, come t'ò scritto più volte, voglia di fare una entrata costà per poter viver qua senza durar fatica, perchè son vechio e non posso più; ma da un mese in qua me n'è mezzo uscita la voglia. Penserò qualche altro modo da vivere, e spero Dio m'aiuterà. Altro non acade. A' ventinove di dicembre 1548.
Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
1548, di Roma, addì 3 di gennaio: de' dì 29 pasato.
Archivio Buonarroti. Di Roma, 18 gennaio 1549.
CCVIII.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.