Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, 23 di marzo 1549.
CCXV.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ti scrissi per l'ultima mia del mio male della pietra, il quale è cosa crudelissima, come sa chi l'à provato. Dipoi sendomi stato dato a bere una certa aqqua, m'à fatto gittar tanta materia grossa e bianca per orina con qualche pezzo della scorza della pietra, che io son molto megliorato; e abiàno speranza che in breve tempo io n'abbi a restar libero; grazia di Dio, e di qualche buona persona: e di quello che seguirà, sarete avisati. Della limosina che ti scrissi, non acade replicare: so che cercherai con diligenzia.
Questo male m'à fatto pensare d'aconciare i casi mia dell'anima e del corpo più che io non àrei fatto: e ò fatto un poco di bozza di testamento come a me pare, la quale per quest'altra se potrò ve la scriverrò, e voi mi direte il parer vostro: ma vorrei bene che le lettere andassino per buona via. Altro non m'acade per ora.
A dì 23 di marzo 1549.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, 29 di marzo 1549.