A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io ò avuti i ceci rossi e bianchi e piselli e faguoli: ògli avuti molto cari, benchè istia in modo che mal posso far quaresima per esser vechio come sono. Io ti scrissi più mesi sono, che àrei caro che tu venissi insino qua; e così ti raffermo: cioè che passato mezzo maggio che viene, t'aspetterò: e se non ti senti da venire o non puoi, avisa.
Michelagniolo in Roma.
(Di mano di Lionardo.)
Di Roma. Riceuta addì 16 di marzo, 1559.
Archivio Buonarroti. Di Roma, (15) di marzo 1560.
CCCXX.
A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.
Lionardo. — Io non risposi sabato all'ultima tua, perchè non ebbi tempo: ora ti dico che ò avuto piacere grande della femina che ài avuta, perchè sendo noi soli, sarà pur buona a fare qualche buon parentado. Però abbiàtene cura, benchè io non m'abbi a trovare a quegli tempi. Io scrissi del venire tu a Roma: quando sarà tempo t'aviserò, come per altra volta t'ho scritto. Sappi che la maggior noia che io abbi a Roma, è d'avere a rispondere alle lettere.
Michelagniolo Buonarroti in Roma.