A Lodovico di Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.

Carissimo padre. Io v'avisai di quello che io m'ero informato qua, e quello che n'aveo inteso; ciò è come l'era cosa più presto pericolosa che no: dico del podere che è in quel di Prato: pure voi siate in sul fatto e vedete e intendete meglio di me. Fate quello che a voi pare. Della fede che voi volete che io facci allo Spedalingo, fate conto che io sia lo Spedalingo e fatemene una apunto colla soprascritta, e con ogni cosa, e io la copierò apunto, e manderòvela, perchè io non so el nome suo e non la saprei fare. Sichè non abbiate paura: che quando voi avessi comperato, non volendo lo Spedalingo darvi e' danari, io verrei costà in persona a farvegli dare. Se comperate, non togliete presso a Arno o altro fiume cattivo: abiate cura quello che lo Spedalingo vi vol dare: se lo potete tirare a prezo ragionevole, toglietelo; e ancora quando fussi un poco disonesto, ma non tanto, sare' da torlo. Non mi acade altro. Qua non si vede ancora quel pericolo che costà si crede, e Dio ci dia grazia che la vadi bene.

Vostro Michelagniolo scultore in Roma.


Mandatemi quella copia della fede apunto, come voi volete che la stia, e io subito ve la manderò: e portatela allo Spedalingo e àròllo caro, acciò che e' vega che no' vogliàno comperare a ogni modo.

Museo Britannico. Di Roma, (1512).

XXXI.

A Lodovico di Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.

Carissimo padre. Poi che io vi scrissi, ò inteso che solo per una fede di mia mano lo Spedalingo se ne farebbe befe: e però io ò fatto fare una procura e màndovela in questa che voi possiate mostrarla allo Spedalingo e come mio procuratore possiate farvi dare de' mia danari tanti, quanto monterà la possessione che voi comperate: e così credo che lui farà: e s'ella non vale, avisatemi.

La detta procura à fatta qua uno notaio fiorentino che si chiama ser Albizo. Io vi fo mio procuratore in questa cosa, ciò è nel risquotere dallo Spedalingo, overo farsi dare da lui tanti de' mia danari che e' tiene, quanto monterà la possessione che voi compererete, con la gabella; con questo, che in nessuna altra cosa non dobbiate ispendere un quatrino di mio sanza mia licenzia, nè levarne più che quello che bisognia per la detta compera dal detto Spedalingo. Di questa medesima sentenzia credo che sia la procura, perchè così ò informato il notaio.