Lionardo. — Io non ti rimando ancora le scritture che mi mandasti, perchè non ò potuto fare cosa nessuna di quello che io volevo, per rispetto del carnovale e del sentirsi male della vita. Ò avuto dolori colici molto crudeli: ora sto bene: e come ò aoperato dette scritture, me ne serberò la copia e rimanderoti ogni cosa, con quelle che io avevo prima. Riguàrdale, perchè è buono averle in casa.

A dì quattordici di febraio mille cinquecento sessanta dua.

Io Michelagniolo Buonarroti in Roma.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 20 di febbraio 1562.

CCCXXXVI.

A Lionardo di Buonarroto Simoni in Firenze.

Lionardo. — I' ò ricevuto un bariglione con tre sachetti di civaie, ceci rossi e bianchi e pisegli verdi; di che ti ringrazio. Altro no' mi acade. Sono stato un poco male di dolor colici: son passati, e sto assa' bene.

Adì venti febraio mille cinquecento sessanta dua.

Io Michelagniolo.

Archivio Buonarroti. Di Roma, 27 di giugno 1562.