Carissimo padre. Io ò ricevuto dua vostre d'un medesimo tenore e ò inteso el tutto, ciò è dello Spedalingo e di Raffaello sensale.[39] Io non so che mi vi dire, perchè chi non vede coll'ochio, può ma' gudicare. Però fate quello che pare a voi e quello che voi farete, sarà ben fatto: solo vi ricordo che abbiate cura grandissima al sodo, perchè questi non son tempi da perdere; che quand'e' ciò avenissi, non credo trovassi più via da rifarmi: e se voi non vedete cosa a vostro modo, abbiate pazienzia, poi che noi siàno stati tanto, ancora si può stare dua o tre mesi. No' v'ò da dire altro. Pregate Idio che le cose mia vadino bene.
Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (di maggio 1512).
XXXIV.
A Lodovico di Lionardo di Buonarrota Simoni in Firenze.
Carissimo padre. Io ò inteso per l'ultima vostra del podere che avete avuto da Santa Maria Nuova, e come è cosa buona:[40] ond'io n'ò avuto piacere grandissimo; e benchè e' costi assai, credo che voi abbiate visto che e' sia cosa che vaglia; e quando fussi sopra pagato cento ducati, avendo el sodo che à, non è cara. Io ringrazio Idio che io sono fuora di questa faccienda. Ora me ne resta sola un'altra; e questa è di fare fare una bottega a cotestoro; chè non penso a altro el dì e la notte. Dipoi mi parrà avere sodisfatto a quello che sono ubrigato; e se mi resterà più da vivere, mi vorrò vivere in pace.
Giovanni da Ricasoli m'à scritto una lettera, alla quale non ò tempo da rispondere. Pregovi facciate mia scusa. Questo altro sabato gli risponderò. Non altro.
Vostro Michelagniolo scultore in Roma.
Museo Britannico. Di Roma, (1512).