Messer Luigi, signor mio caro. — I' mando Gabbriello che sta meco a vostra Signoria che gli dia i danari di che sapete: è fidato; potete dargliene sicuramente. Altro non m'acade. Son guarito,[415] e spero vivere ancora qualche anno, poichè il Cielo à messo la mia sanità in man di maestro Baccio[416] e nel trebbian degli Ulivieri.[417]

Servitore di vostra Signoria
Michelagniolo al Macel dei Corvi.

Museo Britannico. Di Roma, 25 di gennaio 1545.

CDXLIII.[418]

Magnifici messer Salvestro da Monteauto e compagni di Roma per l'adrieto, e per loro Antonio Covoni e compagni. — Sarete contenti pagare a Raffaello da Monte Lupo scultore scudi cinquanta di moneta a iuli dieci per iscudo, che sono per ogni resto di quello potessi adomandare per fattura delle tre statue di marmo fatte e messe a Santo Pietro in Vincola nella sepultura di papa Iulio; cioè, per una Nostra Donna col Putto in braccio e una Sibilla e un Profeta; delle quali secondo le convenzione resterebbe avere scudi cento settanta; ma perchè per essere stato malato e non aver possuto e aver fatto lavorare a altri, siamo convenuti d'accordo darli questi scudi cinquanta per ogni resto: che di così piglierete la quitanza, ponendogli a conto degli scudi cento settanta che vi restano in deposito per detto conto. Da Roma, alli venticinque di gennaro 1545, a Nativitate.

Vostro Michelagniolo Buonarroti di mano propia.


Vista per me Hieronimo Tiranno, Oratore ducale d'Urbino, et approvata in quanto li detti cinquanta scudi gli siano debiti secondo il tenor del contratto fatto con detto messer Raphaello per mano del Cappello, et non altrimenti, nè per altro modo. Dato come di sopra alli 27 di gennaio 1545.

Il medesimo Hieronimo Tiranno.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (26 di gennaio 1545).