Circa l'esser domani insieme, io fo mie scuse con esso voi, perchè il tempo è cattivo e ò faccenda in casa. Farem poi quel medesimo che faremo domani, questa quaresima a Lungezza[424] con una grossa tinca.[425]

Archivio Buonarroti. Di Roma, (1545).

CDL.[426]

(A messer Luigi del Riccio in Roma).

Messer Luigi. — Io mi racomando a voi e a chi voi amate. Messer Giuliano e messer Ruberto[427] che mi scrivete, io son lor servidore, e se io non fo quello che si conviene, fuggo i creditori, perchè ò gran debito e pochi danari.

Archivio Buonarroti. Di Roma, (1545).

CDLI.

(A Luigi del Riccio).

Messer Luigi, amico caro. — Io vi prego, che quand'io vengo costà, che voi facciate a me quel ch'io fo a voi, quando venite qua. Voi mi fate venire a darvi noia e non mel fate dire; in modo ch'i' resto un bufolo prosuntuoso infino ne' servidori.

Io credo giovedì dare ordine da tirar le figure[428] a San Piero in Vincola, come v'ò detto altre volte: e perchè io le voglio tirar co' danari che vi restano in mano di dette figure, mi par ch'io facci un mandato di detti danari, e che l'imbasciadore lo segni, acciò non si possa mai nè a voi nè a me dir niente. Però io vi prego facciate una minuta, come vi par che abbia a star detto mandato.