Sia noto come avend'io a fare per comessione di papa Leone Decimo, fiorentino, una quantità di marmi per la faccia di San Lorenzo di Firenze, e trovandomi a Carrara per altri mia lavori e per questo, e cercando io Michelagniolo, scultore fiorentino, de' detti marmi, e avendomi mostro Lionardo, detto Cagione, d'Andrea di Cagione da Carrara, una sua cava antica dove si potrebe fare grande aviamento; m'è parso da farvelo per cavare tutti marmi. E avendo il detto Cagione caro far meco compagnia nella detta cava e io seco, ci siàno acordati oggi questo dì dodici di febraio mille cinque cento diciassette, e abiàno fatto compagnia insieme; intendendosi stare a meza la spesa e a meza l'utilità, tenendo io tanti uomini a lavorare per me, quanti il detto Cagione ne terrà lui per sè nella detta cava; e promettesi l'uno all'altro avere a durare la detta compagnia, tanto che io sia fornito di tutti e' marmi che io ò di bisognio per l'opere sopra ditte; non acadendo o morte di Papa o d'altri o guerre, o mia infermità o cose che dieno noia, e riuscendo e' marmi begli e recipienti alle cose che ò da fare. E' prezzi che noi pogniàno alle pietre saranno scritti qui di sotto. E Cagione sopra scritto, come d'acordo abbiàno fatto i detti prezzi e come è contento della detta compagnia, per fede della verità in questa si sotoscriverrà di sua mano propria.
E' prezzi de' marmi: un pezo di carrata, scudi dua; un pezzo di dua carrate, scudi quatro; un pezzo di tre carrate per insino in quatro, scudi dua e mezo la carrata, e da quatro per insino in sei carrate, scudi tre la carrata, e da sei per insino in otto carrate, scudi quatro la carrata, e da otto per insino in dieci carrate, scudi quatro e mezzo la carrata, e da dieci carrate per insino in dodici, scudi cinque la carrata. E intendesi tutti e' detti pezi di marmo delle dette carrate col detto prezzo s'abbino a porre in barca: e se altrove gli volessi, se ne abbia a levare la spesa che vi sare' di manco. E così siàno d'acordo. E acadendo per sorte qualche sinistro o qualche dificultà non pensata o nel cavare o nel condurre e' detti marmi o in altro che s'apartenga alla detta compagnia, ci promettiamo l'uno all'altro usare di ciò quella discrezione che sarà conveniente.
E ancora s'intende come è detto, riuscendo e' marmi al mio proposito, abbia a seguitare la compagnia come di sopra è scritto, tanto che io sia servito de' marmi che ò di bisognio pei sopradetti lavori, e che in questo tempo, non noiando e' mia lavori, si possa servire ancora altri di quelle pietre che non fanno per me; e quando e' marmi della sopra detta cava non riuscissino begli come e' mostrano avere a riuscire e che e' non sodisfacessino, io debba e possa de' mia danari spesi in ciò, pigliarmene marmi e uscirmi della compagnia, parendomi.
E la sopra scritta compagnia s'intende che abbia a essere di tre compagni, ciò è el sopra scritto Cagione, e io Michelagniolo detto e l'altro, Giandomenico di Marchiò di Maragio da Carrara, partendo per terzo la spesa e l'utilità, con le conditione sopra scritte.
Io Lunardo dito Chasone mi chomtento e afermo la sopra dita chompagia chom lo dito Michelangelo chom tute le chomdecione e precie sopraditi; e chos'io mi sono sopra scrito di mia mano propria.
Archivio Comunale di Carrara. Carrara, 6 di marzo 1517.
XXV.
Confessione di Matteo di Cuccarello e Lazarino di Pietro di Bellone di denari ricevuti da Michelangelo per marmi da cavare.[592]
In nom. etc. Die VI martii 1517.
Matheo già di Michele Cuccarello, Lazarino già di Pietro di Bellone etc. etc. tutti da Berzola, villa di Carrara, constituiti dinanti a me notaro et testimoni infrascritti, hanno confessato et publicamente hanno declarato haver hauto dallo excellente homo maestro Michel Angelo di Lodovico Bonarota presente scudi 20 d'oro buoni, li quali il prefato maestro Michel Angelo diè, pagò etc. Et sono per arra di colunne 2 di marmo, le quali li prenominati promettono et per solemne stipulatione si convengono, obligandosi al prefato maestro Michel Angelo stipulante, ut supra, di farle del marmoro della loro cava posta nella alpe di Carrara in loco dicto a Rozeto apresso le sue confine: et facte, ad esso maestro Michel Angelo, o a chi sarà per lui, consignarle, poste in barca ad ogni loro expesa, per di qui a tutto il mese di giugno proximo hae a venire, per precio di scudi 40 d'oro buoni et de iusto peso per ciascheduna di epsa colunna, dichiarando che ciascuna di epsa sia et deba essere de alteza sive lungheza brac. 10, et alla misura che esso maestro Michel Angelo ha loro data, et di grosseza da piè di dicta colunna braccia 1 e un terzo di braccio, senza lo regolino che va da piè di decta colunna, quale abia ad essere di misura una onza incirca. Et sia ancora et deba essere ciascuna di esse colonne senza alcuni peli et di quella medesima biancheza di marmo che ha quello marmoro che è posto da imo sive da piè di dicta cava.