Raffaello da Montelupo piglia a finire da Michelangelo tre figure della sepoltura di papa Giulio II.
Sia noto a qualunque persona, come io Michelagniolo Buonarroti ò dato oggi questo dì venti sette di febraio 1542 a finire tre figure di marmo maggiore che 'l naturale, bozzate di mia mano, a Raffaello da Monte Lupo, scultore qui in Roma, per iscudi quattrocento: e dette figure detto Raffaello mi promette infra diciotto mesi darmele finite, come qui di sotto si sotto scriverrà; e per detto conto, detto dì gli ò dati scudi venticinque: infra diciotto mesi mi promette darmele finite, cominciando detto tempo oggi detto dì.
Io Rafaello da Monte Lupo prometto et obligomi fare quanto in questa di sopra si contiene, e pel sopradetto conto dal detto Michelagnolo ò risceuto oggi questo dì venti sette di febraio 1542 scudi venti cinque.
E più a dì 30 di marzo i' ò risceuti scudi venticinque, e' quali mi portò Gabriello suo garzone, pure per conto della sopradetta opra.
E più a dì 2 di giugnio ebbi da Urbino scudi trenta d'oro in oro per conto di Michelagnolo.
E più a dì 27 di luglio ò risceuto scudi venti cinque, computando quelli tre che avanzano alli trenta scudi d'oro.
Io Raffaello da Monte Lupo, scultore fiorentino, havendomi messer Michelangelo Buonarroti allogato più statue della sepultura di papa Iulio a fornire, et fra le altre una Vita contemplativa et una Vita attiva per scudi cento cinquanta di moneta; per la presente sono contento, non ostante tal convenzione, che detto messer Michelangelo possa fornire da sè dette dua statue, cioè la Vita contemplativa e attiva; quali fornendo lui da sè, io non habbia havere detti scudi centocinquanta, ma restino al detto messer Michelangelo, come è onesto. Et in fede ò fatto fare la presente, sotto scritta di mia propria mano, in Roma, addì 23 d'agosto 1542.
Io Rafaello da Monte Lupo sono contento come di sopra, e però mi sono sotto scritto.
Io Rafaello scultore fo fede come oggi questo dì 5 d'otobre 1542 ò risceuto scudi dieci di moneta da Urbino per conto di 4 teste di Termini per San Pietro in Vincola, che li à fatti Jacomo[617] mio garzone.
Archivio Buonarroti. Roma, 16 di maggio 1542.