[217.] Di questi Brevi, l'uno è del primo di settembre 1535, col quale il Pontefice elegge Michelangelo a supremo architetto, scultore e pittore del Palazzo Apostolico; e più gli concede il passo del Po presso Piacenza, che si stimava fruttare 600 scudi all'anno, e così la metà della pensione annua vitalizia di 1200 scudi assegnatagli da papa Clemente VII. L'altro è del 18 di dicembre 1537 per cagione della pittura della Sistina e della sepoltura di papa Giulio.

[218.] Vittoria Colonna.

[219.] Così nell'autografo.

[220.] Le Rime della Vittoria Colonna furono stampate la prima volta nel 1538 in Parma. Poi, con una giunta di stanze, nel 1539, senza luogo e stampatore. Una terza edizione colla giunta di 16 sonetti spirituali, è quella di Firenze del suddetto anno. Finalmente una quarta, colla giunta di 24 sonetti spirituali e del Trionfo della Croce, fu fatta in Venezia nel 1544. Le posteriori non si notano. Delle molte lettere che deve avere scritto la Colonna a Michelangelo, oggi sei sole se ne conoscono, e sono tutte pubblicate. Cinque da copie tratte da' loro originali conservati nell'Archivio Buonarroti, furono stampate dal marchese Giuseppe Campori nelle Lettere artistiche inedite: Modena, Soliani, 1867 in-8º, ed una dal Grimm, dall'originale che è nel Museo Britannico.

[221.] Dice così, forse per scorso di penna, invece di zio.

[222.] Bernardetto, vescovo d'Arezzo, morto nel 1574.

[223.] Vasari.

[224.] Manca la sottoscrizione.

[225.] La confessione della dote di 1500 ducati fu fatta da Lionardo a' 16 di maggio del 1553 per strumento rogato da ser Ottaviano da Ronta, notaio fiorentino.

[226.] Dice così.