[237.] Fra le carte dell'Archivio Buonarroti esiste la copia del testamento che Francesco del fu Bernardino degli Amatori da Castel Durante, infermo di corpo, fece sotto il dì 24 novembre (per svista del copiatore è scritto 24 di dicembre) 1555 pei rogiti di ser Vitale Galgani, notaio. Noi ne daremo il seguente transunto:

Lascia di esser seppellito, dopo la sua morte, nella chiesa della Minerva.

Dice che da madonna Cornelia di Guido dei Colonnelli da Castel Durante, sua moglie, ebbe fiorini 700 per parte della dote di fiorini mille promessigli ed assegnati sopra una certa casa posta in Castel Durante nel Quartiere di San Cristofano: i quali danari vuole che sieno pagati ad essa madonna Cornelia sopra la detta casa.

Lascia alla detta sua moglie 50 fiorini, che il testatore pagò a Guido padre di lei, al tempo della divisione di essa casa fatta tra lui e il detto Guido.

Vuole che 200 fiorini avuti sopra la detta casa sieno pagati a madonna Cornelia da' suoi eredi, i quali sono Michelangelo suo figliuolo, e il figliuolo che nascerà da madonna Cornelia gravida. Nel caso poi che di lei nascesse una figliuola, vuole che al suo tempo essa sia maritata con dote di 500 fiorini.

Lascia che dopo quattro anni dalla sua morte il suo erede sia tenuto a maritare due fanciulle povere.

Sostituisce nel caso di morte de' suoi eredi la Confraternita di Santa Caterina di Castel Durante, volendo che i frutti della sua eredità sieno dispensati a' poveri.

Nomina suoi esecutori testamentari e tutori de' figliuoli pupilli, messer Michelangelo Buonarroti, Roso de' Rosi e Pier Filippo Vandini da Castel Durante.

Fatto in Roma nel Rione di Trevi, nella camera del detto testatore, nella casa di messer Michelangelo Buonarroti, alla presenza de' testimoni: ser Sebastiano del fu Pietro Marianetti da San Gimignano in Toscana, soprastante della Fabbrica di San Pietro di Roma; Francesco di Gio. Filippo Perfetti da Castel Torchiaro da Parma, pizzicaiuolo al Macello de' Corvi; maestro Paolo del fu Bartolommeo Ducci dal Borgo San Sepolcro, scarpellino; Mario di Bartolo, scarpellino dal Borgo San Sepolcro; Vitale di Girolamo da Urbino, scarpellino; Antonio di Bisino da Carona Ghiringhelli della Diocesi Milanese, muratore, abitatore in Borgo, e Stefano di Giovanni da Romano, Diocesi di Brescia, muratore.

[238.] L'Urbino morì, come s'è veduto, il 3 di dicembre 1555. Michelangelo ne aveva scritto da più d'un mese.