[565.] Questa statua di bronzo era destinata, come è noto, a Monsignor di Nemours, chiamato il Marescial di Gie; ma, dopochè egli cadde dalla grazia del Re di Francia, fu dalla Repubblica mandata a donare al segretario Robertet.
[566.] Anche questa allogazione fu pubblicata dal Gaye, Op. cit., vol. II, pag. 473. Noi la riproduciamo corretta ed ampliata secondo che sta nel libro originale delle Deliberazioni degli Operai di Santa Maria del Fiore dal 1496 al 1507. Si sa che di queste dodici statue di Apostoli, Michelangelo cominciò solamente quella del San Matteo, la quale appena in parte abbozzata, rimasta per tre secoli nell'Opera, fu a' nostri giorni trasportata nell'Accademia delle Belle Arti di Firenze.
[567.] Fatte da Bicci di Lorenzo, pittore fiorentino.
[568.] Qui manca un verso.
[569.] Questo contratto è tra i Rogiti di ser Lorenzo Violi, e fu pubblicato la prima volta da Domenico Maria Manni nell'opuscolo: Addizioni necessarie alle Vite de' due celebri statuarii Michelagnolo Buonarroti e Pietro Tacca. — In Firenze, MDCCCLXXIV, nella stamperia di Pietro Gaetano Viviani, in-8º. — Ma delle quindici statue Michelangelo pare non ne facesse che quattro, cioè San Pietro, San Paolo, San Pio e San Gregorio, oltre l'aver riformato e perfezionato il San Francesco cominciato da Pietro Torrigiano. Chi poi facesse l'altre statue, che pur si vedono nella cappella Piccolomini, è ignoto. Restò Michelangelo tuttavia debitore di cento scudi anticipatigli dal cardinale Francesco, secondo i patti della prima convenzione, i quali Anton Maria Piccolomini cedè nel 1537 a Paolo Panciatichi da Pistoia.
[570.] Lo strumento è tra i Rogiti di ser Pandolfo Ghirlanda da Carrara, e fu pubblicato da Carlo Frediani nel Ragionamento storico su le diverse gite fatte a Carrara da Michelangiolo Buonarroti, Massa, pei Fratelli Frediani, 1837, in-8º. Questo e gli altri si dànno secondo la lezione del Frediani.
[571.] Baccio da Montelupo.
[572.] De' Fancelli.
[573.] Pubblicato dal Frediani, Opusc. cit.
[574.] Questa si può chiamare la seconda convenzione per conto della sepoltura di papa Giulio, essendochè un'altra ne fece con Michelangelo il medesimo Papa, mentre viveva.