[25] Docum. XIX e XXII.
Diplomi dati in campisin obsidione Regii a 2 agosto duodecima Ind. (1284). Agli uomini di Martorano e d'altre città. Mandino subito catturati i marinai e subsalientes (erano quelli destinati al maneggio delle vele) che senza commiato lasciavano l'armata regia, e si spacciavano campati dalle mani de' Siciliani, r. archivio di Napoli, reg. 1283, A, fog. 166.
Diplomi dati del campo a Bruzzano il 6 agosto duodecima Ind. perchè a Squillaci e in altri luoghi si ricercassero i disertori della flotta, e a prevenir quelli dell'esercito si ponessero guardie de' terrazzani a tutti i passi vicini al campo, cioè: Nicastro, S. Biaggio, e altri. Si guardi che non passino travestiti da mercatanti, ibid., fog. 167, a t.
Diploma dato del campo a Bruzzano il 7 agosto, per custodirsi come sopra, per cagion de' disertori, i passi di Cotrone, Sanseverino, Tatina, Rocca Bernarda e vicinanze, ibid.
Diploma dato del campo di Bruzzano il 9 agosto duodecima Ind. (1284). Ordinovvisi di fare per tutte le terre marittime, una rigorosa inquisizione di coloro che avessero ricevuto stipendi per l'armata, e l'avesser lasciato; e di prenderli e mozzar loro il piè sinistro, ibid., fog. 54.
Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castrovillari, che facciano stretta guardia per catturare questi disertori dell'armata, ibid., fog. 159.
Diploma dato di Cotrone a 17 agosto, agli uomini di Castellamare, per mandargli prigioni i marinai disertori, ibid., fog. 169, a t.
Diploma dato di Brindisi il 7 settembre tredicesima Ind. perchè da Taranto gli si mandassero alcune galee delle isole e costiere del golfo di Napoli, abbandonate senza permesso da' nocchieri, vogadori e sussalienti, ibid., fog. 161.
Diploma dato di Brindisi a 9 settembre tredicesima Ind. (1284) per farsi catturare i marinai delle navi provenzali che, disarmata la flotta, fuggissero, ibid., fog. 6.
Due diplomi, dati di Brindisi il 9 settembre, perchè si ritenesse,
anche con la forza, Giovanni de Coronato genovese, che da Taranto
si volea partire per Genova col suo galeone, ibid., fog. 162.