[35] Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 37, 38.

[36] D'Esclot, cap. 106.

Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 83, 85.

Nangis, Vita di Filippo l'Ardito, in Duchesne, Hist. franc. script. tom. V, pag. 542.

Montaner, cap. 111.

[37] D'Esclot, cap. 132.

Surita, Ann. d'Aragona, lib. 4, cap. 38 e 39,

Bart. de Neocastro, cap, 91.

Carbonell, Chron, fog. 76. Carbonell scrisse nel secolo XV, ma con gli archivi d'Aragona a sua disposizione. Ei dice che i Catalani furono men baldanzosi verso Pietro, «così ne ottennero maggiori concessioni, o per dir meglio la restituzione di quelle franchige che Pietro avea annullato per collera e naturale avversione. Il Carbonell narra in quest'incontro un fatto assai bizzarro: che i Catalani chiamati al servigio militare, vi si presentarono con le lance senza ferri e le guaine senza spade né pugnali; e richiesti di tale strana apparenza, risposero umilmente: esser così venuti per non fallare il giuramento al re, che avea bruciato lor carte di costituzioni, libertà, e privilegi; e che a rischio di perder beni e persone il seguirebbero così inermi dovunque ei volesse. Pietro, mitigato a tal sommissione, rese le franchige per un diploma dato di Barcellona a dì 11 gennaio 1283 (1284 secondo il nostro computo dell'anno che comincia dal 1º gennaio). Veg. anche Feliu, Anales de Cataluña, lib. 11. cap. 17.

L'autor delle Geste de' conti di Barcellona (nella Marca Hispanica del Baluzio), che è catalano assai caldo, si lagna de' nobili e comuni d'Aragona che negarono gli aiuti al re, ma non fa parola delle dissensioni civili di Catalogna, che in vero furono men aspre.