Benvenuto da Imola, comento alla Divina Commedia, al verso:

Cantando con colui dal maschio naso. Purgat., c. 7.

Carlo d'Angiò, con quest'indole niente poetica, fece pure qualche verso, perchè n'avea sempre agli orecchi nella corte di Provenza. Il sig. C. Fauriel, ne' cenni biografici intorno a Sordello, Bibliothèque des Chartes, tom. IV, nov. et déc. 1842, ha dato una traduzione della risposta ritmica di Carlo ad alcuni versi di Sordello che il tacciavano d'ingratitudine. Sordello vivea alla corte del conte di Provenza; l'avea seguito all'impresa contro Manfredi; ma ammalatosi in Novara di Piemonte, vi restò lungo tempo dimenticato, in preda alla malattia e alla povertà. Le istorie di Francia ci danno molti esempi della sfacciata avarizia mostrata da Carlo in Francia, prima che la potesse spiegare in più vasto campo sul trono di Sicilia e di Puglia; e ci attestano insieme la giustizia di san Luigi che l'obbligava a rendere il mal tolto.

[2] Diploma senza data d'anno, negli archivi del reame di Francia, J. 513, 51. È il ragguaglio che davano a san Luigi l'arcidiacono di Parigi, e il maresciallo di Francia, incaricati di questa missione. Essi trattarono: 1º. della crociata, richiedendo Carlo d'andarvi e procacciar soccorsi di navi, d'uomini e di vittuaglie: 2º. del pagamento di 8,000 marchi per la dote della regina moglie di san Luigi (su la contea di Provenza); di 7,000 marchi dovuti per testamento del conte di Provenza (Raimondo Berengario); e di 30,000 lire sovvenutegli al tempo dell'altra crociata e della sua prigionia: 3º. dell'affare d'una gabella, che non si spiega altrimenti.

Gli ambasciatori davan conto della missione compiuta a voce, insistendo per una risposta categorica; e fin qui il diploma corre in francese. Trascriveano poi la carta lasciata a re Carlo negli stessi sensi, la quale è in latino, lingua diplomatica del tempo. Vi si legge ch'essi avean trattato sino al martedì in festo inventionis sancte crucis.

[3] Raynald, Ann. ecc. 1270, §. 23.

Gio. Villani, lib. 7, cap. 37.

Muratori, Ann. d'Italia, 1270.

Saba Malaspina, lib. 5, cap. 1.

Gesta Philippi III, di frate Guglielmo de Nangis, in Duchesne
Hist. Franc. Script., tom. V, pag. 516.