Ferreto Vicentino, in Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 952 e 953.
Cronica di frate Francesco Pipino, lib. 3, cap. 11, 12, in
Muratori, R. I. S. tom. IX, pag. 686.
[50] Tolomeo da Lucca, lib. 24, cap. 4, in Muratori, R. I. S. tom.
XI, pag. 1186-87.
Pachymer, lib. 6, cap. 8, parla di una grande alterazione nella
moneta d'oro fatta in questo tempo dal Paleologo, per fornir
sussidi agli Italiani.
Che i Genovesi mischiassersi molto a favore di lui, l'attesta
Caffari negli Annali di Genova, Muratori, R. I. S. tom. VI, pag.
576, ove è detto che i Genovesi mandarono una galea a posta al
Paleologo per avvertirlo degli armamenti di re Carlo.
[51] Veg. l'appendice.
[52] Saba Malaspina, cont., pag. 342 a 345.
Montaner, cap. 44, 45, 46, 47.
[53] Questi preparamenti son taciuti dagli storici contemporanei, che anzi accagionan Carlo di soverchio disprezzo. Ma ne' registri della sua cancelleria trovansi date nel 1278 delle provvisioni che non si possono in alcun modo attribuire all'impresa di Soria. Perchè, lasciando i molti armamenti navali citati in questo capitolo, pag. 85, nota 2, che possono anche parer troppi, considerate le poche forze che in fatto andarono in Asia, leggiamo evidentemente ciò che ho detto nel testo, in due diplomi, l'un del 13 marzo sesta Ind. 1278, e l'altro del 6 agosto medesimo anno, r. arch. di Napoli, reg. di Carlo I segnato 1268, A, fog. 95 e 89.
Quel di marzo risguarda le galee destinate alla custodia delle marine di Principato e Terra di Lavoro; l'altro è per le provvedigioni di miglio nei castelli di Sicilia.