[18] Bart. de Neocastro, cap. 14.

Anon. Chron. sic., pag. 147.

Nic. Speciale, lib. 1, cap. 4.

[19] Il castel di Vicari in fatto si legge tra le fortezze regie di
Sicilia nel citato diploma del 6 agosto 1278.

[20] Bart. de Neocastro, cap. 15; e con errori la Cron. anon. sic., a
pag. 264.

[21] Veggasi il diploma del 20 febbraio 1248, citato qui appresso,
cap. 13.

[22] Veggasi il documento IV. Corleone era città di molta importanza. Oltre le tante memorie che ne dà l'istoria, non è superfluo notare che addimandavasi di Corleone un antico ponte su l'Oreto, del quale gli avanzi ritengono l'antico nome, e si veggono a mezzo cammino a un di presso tra i novelli due ponti della Grazia e delle Teste. Si ricordi che nella distribuzione di moneta del 1279 (Docum. III), Corleone fu tassata poco men che il terzo di Palermo, e quasi al paro di Trapani. Questo rincalza la testimonianza del Malaspina pe' 3,000 nomini che Corleone mandò in oste pochi giorni dopo il vespro.

[23] Castello a dieci o dodici miglia da Corleone, tra i comuni di Contessa e Santa Margherita; e or i contadini il chiamano Calatamaviri. Se ne veggono le rovine sulla sommità di un poggio di base triangolare, inaccessibile da due lati, aspro ed erto del terzo, che sta a cavaliere alla strada tra quei due comuni, a manca di chi dal primo vada al secondo. Due ordini di grosse mura cingeano per tutta la larghezza quella sola costa accessibile del monte; sorgea sulla cima una torre, della quale restan le vestigia, e sì delle case sparse ne' due ricinti. Entro il secondo v'ha una cisterna capace, ben costruita, e ben conservata. Da tai ruderi si può anche argomentare la importanza di questa fortezza, che tenea in molto sospetto i vicini.

[24] Saba Malaspina, cont., pag. 356.

[25] Bart. de Neocastro, cap. 18.