La corte di Napoli porgeva anche del danaro a Roberto.

Diploma dato di Napoli a 2 agosto tredicesima Ind. (1300), per once 7,940 in fiorini e carlini d’oro e d’argento, mandate a Catania per gli stipendi. Ibid., fog. 90.

Diploma dato di Napoli a 15 settembre decimaquarta Ind. (1300), per once 2,500 da mandarsi subito in Sicilia all’ammiraglio. Ibid., f. 160.

[311] Diploma dato di Napoli a 2 maggio tredicesima Ind. (1300), nel r. archivio di Napoli, reg. seg. 1299–1300, C, fog. 148 a t. Tratta de’ soldati, qui vel bolla nostra contra dictos hostes et rebelles nostros in actu vel congressu relinquerint, vel negligentes in illis aut inobedientes tibi (Rogerio de Lauria) fortassis extiterint, etc.

[312] Diploma dato di Napoli l’8 settembre 1299 duodecima Ind., r. archivio di Napoli, reg. 1299–1300, C, fog. 374. È mandato in Francia da re Carlo a que’ due principi del sangue, maestro Lodovico de Verdun, rogaturum eos et procuraturum cum illis ex parte nostra quod ipsi ad nos in regnum nostrum predictum....... nobis certa guerre nostre prosecutione accedant.

Gli è data autorità di pagare a ciascun di loro infino a ventimila lire tornesi picciole, per le spese del viaggio, togliendole in presto, sotto la ipoteca di tutti i beni del re.

[313] Diploma dato di Napoli 4 maggio tredicesima Ind. (1300). Ruggier Loria avea arruolato 60 cavalli in Catalogna, Valenza e altri domini di Giacomo pel soldo, che sarebbe stabilito da un vescovo e un frate legati di Carlo II. Loria obbligò per lo pagamento tutti i suoi beni in Ispagna. E Carlo dichiaravasi tenuto a ristorare perciò di quantunque spesa lui o i suoi eredi. R. archivio di Napoli, reg. seg. 1299–1300, C, fog. 150.

[314] Diploma dato di Napoli 18 maggio tredicesima Ind. Ibid., fog. 321.

Diploma del 18 maggio, al comune di Firenze, citato di sopra, pag. 180, nota 1.

[315] Diplomi del 23 giugno tredicesima Ind. R. archivio di Napoli, reg. 1299–1300, C, fog. 368 a t., e 27 giugno, ibid., fog. 268, pel Grimaldi; e del 21 ottobre decimaquarta Ind. (1300), ch’è il conto del credito di Tommaso di Procida per sè e la sua compagnia. A lui 5 once al mese, a’ suoi uomini d’arme 4 per ciascuno, 15 once per prezzo d’un caval baio perduto in servigio, 7 once per un altra, 15 e 10 once per riscatto di ciascuno di vari uomini d’arme, ed once 8 per uno scudiero, fatti prigioni da’ nemici. Una parte gli fu pagata in danaro, il rimagnente in frumento. Ibid., fog. 101 a t.