Nic. Speciale, lib. 2, cap. 17.

Montaner, cap. 174, 175, 176.

Anon. chron, sic., cap. 48, il quale scrive: Sub cujus regis Jacobi dominio, omnes existentes in Sicilia de bono in melius multiplicantes ditati sunt, etc.

La rinomanza a che salì Giacomo per la difesa della Sicilia, è toccata leggiadramente da Amanieu des Escas in una poesia provenzale in cui il trovadore esalta il valor della sua donna su quello del

...Rey Jacma d’Arago
Que reys es dels Cecilias
Ses grat de Frans’ e de Romas.

Raynouard, Choix, etc. t. V, p. 24.

Il titolo dì Federigo, Infante dell’Illustre re d’Aragona, Luogotenente generale del regno di Sicilia, si legge in parecchi diplomi. L’uno ne la chiesa di Cefalù, dato in Palermo 30 dicembre settima Ind. (1294), ne’ Mss. della Bibl. com. di Palermo, Q. q. fog. 70, pubblicato in parte dal Pirro, Sic. sacra, Not. ecc. Ceph. xv. e dal Testa, Vita di Federigo, docum. 11.

L’altro del 24 gennaio quinta Ind. (1292), Testa, Ibid. docum. 15.

[76] Veggasi i cap. VIII e IX e in particolare la not. 1 alla pag. 226, t. I.

[77] A questo supposto ci conducono i testamenti di Alfonso e di Giacomo citati qui appresso, e il vario linguaggio degli storici intorno le ultime disposizioni di Pietro. Veggansi il Montaner, cap. 185; Bartolomeo de Neocastro, cap. 124, ove si legge: Non enim quod pater decrevit in ultimis, etc.; e Niccolò Speciale, lib. 2, cap. 7 e 17: Quod si testamentum patris in suis viribus consistebat, ex tunc regnare debuisset in Sicilia Fridericus.