LXV. Ibn-Aiâs (Mohammed-ibn-Ahmed), nato in Egitto, scrissevi nel 1516 il Nescek el-Azhâr ec. (Fragranza dei fiori su le meraviglie delle regioni), mediocrissima compilazione su l'opera di Edrisi e altre. Nondimeno, raccogliendo tutti i testi ove si tratti della Sicilia, non ho voluto rigettar questo, che ne dà due capitoletti. Li ho copiato dai MSS. di Parigi, Ancien Fonds 595, e Suppl. Arabe 904.

LXVI. Makkari (Ahmed-ibn-Mohammed), nato presso Telemsen innanzi il 1590, e morto il 1631, lasciò una voluminosa e diligente opera su la Spagna musulmana, della quale la più parte è stata tradotta in inglese dal professor Gayangos, e adesso danno opera a pubblicare il testo arabico i signori Dozy, Dugat, Krehl e Wright. Nella descrizione di Cordova occorre al Makkari di citare versi del Siciliano Ibn-Hamdîs e darne giudizio. Porrò questo passo e pochi altri cenni nella mia raccolta, cavandoli del MS. di Parigi, Ancien Fonds 704.

LXVII. Hagi-Khalfa (Mustafa-ibn-Abd-Allah) da Costantinopoli, morto il 1658, per erudizione, critica, e altezza di ingegno, gareggia coi migliori scrittori di storia letteraria che abbiamo in Europa. Due opere sue forniscon materiali alla storia dei Musulmani di Sicilia; cioè:

Il celebre Dizionario bibliografico di 15,000 opere, quasi tutte arabiche, pubblicato dal Fluëgel, testo e versione latina; dal quale ho cavato tutti i paragrafi su opere di Siciliani, riscontrandoli per lo più coi MSS. di Parigi[104].

E il Tekwîm et-Tewârîkh, ossia Tavola cronologica, scritto in turco e in persiano e tradotto in lingua nostra da Gian Rinaldo Carli[105]. Gli estratti della versione italiana relativi alla Sicilia, furono voltati in latino e pubblicati dal Caruso e dal Muratori, e a ragione lasciati indietro dal Di Gregorio: tanto orribilmente il conte Carli avea saputo sfigurare quella semplice Tavola. Ho trascritto il testo persiano, non avendo potuto capitare la edizione turca di Costantinopoli, dal MS. turco di Parigi, Ancien Fonds 45; e l'ho confrontato con una versione latina del Reiske che v'ha nella Biblioteca di Parigi.

LXVIII. Ibn-Abi-Dinâr (Abu-Abd-Allah-Mohammed-el-Kairewâni) scrisse il 1681 un Kitâb el-Munis etc. (Libro dilettevole sugli avvenimenti dell'Affrica e di Tunis), che corre dai principii del conquisto musulmano fino ai principii della dominazione ottomana in Affrica, e contiene ragguagli topografici e di usanze: sennata e diligente compilazione, ancorchè moderna; nella quale non di rado si fa menzione della Sicilia. Alcuni estratti di questa opera mi furono recati da Tunis per favore del signor Honnegar; e li ho accresciuto notabilmente percorrendo lo esemplare che n'ha la Biblioteca di Parigi, Suppl. Arabe 851. Di questo libro han fatto una versione francese MM. Pellissier et Remusat, nella quale l'autore è chiamato ordinariamente col nome etnico di Kaïrouani[106]: lavoro corredato di ottime note, ma fatto, com'ei sembra, sopra un cattivo MS.

LXIX. Teserif el-Aiâm ec. (Ornamento dei giorni e dei tempi e vita del Malek-Mansur). Il principe di cui si parla è Kelaûn, sultano d'Egitto verso la fine del XIII secolo: il compilatore della cronica non si sa. La Biblioteca di Parigi n'ha il solo volume secondo, Suppl. Arabe 810, splendidissimo MS. fatto senza dubbio per uso della corte di Egitto. Contiene alcune notizie intorno la guerra del Vespro Siciliano, e il testo d'un trattato politico e commerciale tra il Sultano e i principi aragonesi Alfonso re d'Aragona e Giacomo re di Sicilia. Io ho dato la versione italiana di cotesti squarci nella edizione della Guerra del Vespro, Firenze 1851, Documento XXX, p. 588 a 597. Il trattato era stato pria tradotto in francese da M. De Sacy.

LXX. Ibn-Konfûd (Abu-l-Abbâs-Ahmed-ibn-Hasan-ibn-Ali-ibn-Khatîb) nel XIV secolo dettò la Farisîa ec., ch'è parte annali e parte cronica della dinastia hafsita di Tunis. Alcuni squarci ne ha pubblicato M. Cherbonneau, professore d'arabico a Costantina, nel Journal Asiatique, IV série, tomo XII, XIII e XX, con utilissime note. Tolgo dal detto Giornale il testo relativo a due imprese di Cristiani sopra le Gerbe e Mehdia nel 1284. Questa e la precedente opera son messe fuori dell'ordine cronologico, non appartenendo propriamente alla storia dei Musulmani di Sicilia; ma come danno ragguagli su la storia di Sicilia dei tempi susseguenti, così non mi è parso di trascurarle.

LIBRO PRIMO.

CAPITOLO I.