[323.] Si confrontino: Chronicon Cantabrigiense, l. c., an. 6425 e 6426; Ibn-el-Athîr, l. c.; Baiân, e 'Arîb, an. 304, tomo I, p. 176; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique et de la Sicile, p. 161, 162. Ibn-Khaldûn erroneamente suppone in Trapani la guerra che fu in Palermo. Il Nowairi, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 13, la confonde coi fatti di Girgenti. Il nome del nuovo emiro è scritto nella Cronica di Cambridge, Sâlem soltanto; nel Baiân, Sâlem-ibn-abi-Râscid; in Ibn-Khaldûn, Sâlem-ibn-Râscid; nel Nowairi, Sâlem-ibn-Ased-el-Kenâni. Credo si debba correggere Kotâmi; non essendo verosimile che il Mehdi avesse posto un arabo della tribù di Kinâna, sopra le soldatesche della tribù berbera di Kotâma, lasciate in Sicilia.
[324.] Veggasi il Lib. II, cap. XI, pag. 440 e 458, seg.
[325.] Probabilmente eran di questi drappelli i Musulmani che insieme coi Napoletani uccisero trenta cittadini di Capua l'anno novecento cinque. Veggasi Chronicon Sancti Benedicti, presso Pertz, Scriptores, ec., tomo III, p. 206.
[326.] Liutprando, Antapodesis, lib. II, cap. XLIV, XLV.
[327.] Veggasi il primo Vol., p. 113.
[328.] Munitiones, dice Liutprando; turres, il monaco Benedetto di Sant'Andrea.
[329.] Liutprando, l. c.
[330.] Chronicon comitum Capuæ, presso Pertz, Scriptores, ec., tomo III, p. 208.
[331.] Chronica Sancti Benedicti, presso Pertz, stesso volume, p. 206. Probabilmente vuol dire dei Longobardi di Capua e Benevento e dei Napoletani.
[332.] Leo Ostiensis, lib. I, cap. L.