[389.] Ibn-el-Athîr, Ibn-Khaldûn. Nel confuso racconto di Dsehebi si fa anche cenno d'un assalto anteriore a quello in cui fa presa la città.

[390.] Dsehebi.

[391.] Liutprando: Cunctosque civitatis et ecclesiarum thesauros. Non credo si debba intendere del comune e della chiesa, ma de' cittadini etc.

[392.] Così chiaramente nel manoscritto di Dsehebi. In que' d'ibn-el-Athîr si legge chiaramente Karkesia, e così in uno de' due squarci d'Ibn-Khaldûn, ove si aggiugne “su le spiagge di Siria.” Ciò ha spinto l'erudito baron de Slane a correggere “Cesarea;” sendo grossolano errore Karkesia. Ma ibn-Khaldûn, o il copista, par che abbia aggiunto quella spiaggia di Siria, appunto perchè non gli venne a mente che si trattava della Corsica. Ciò mi par certo dalla narrazione d'Ibn-el-Athîr, il quale parla di unica espedizione a Genova, in Sardegna e in quel terzo paese.

[393.] Dsehebi.

[394.] Si confrontino: Chronicon Cantabrigiense, presso Di Gregorio, Rerum Arabicarum, p. 46, an. 6442 (lº settembre 933 a 31 agosto 934); Ibn-el-Athîr, MS. B, tomo I, p. 149 e 163, e MS. C, tomo IV, fog. 321 verso e 325 verso, anni 322 (21 dicembre 933 a 9 dicembre 934), e 323 (10 dicembre 934 a 28 novembre 935); Baiân, tomo I, p. 216; Nowairi, presso Di Gregorio, op. cit., pag. 14; Dsehebi, Tarîkh-el-Islâm, an. 323, manoscritto di Parigi, Ancien Fonds, 646, fog. 505 verso; Ibn-Khaldûn, Histoire de l'Afrique etc., p, 162, 163, e Storia dei Fatemiti, manoscritto di Parigi 742 quater, tomo IV, fog. 18 verso, con la versione datane da M. De Slane nella Histoire des Berbères dello stesso Ibn-Khaldûn, tomo II, p. 529, appendice.

[395.] Liutprando, Antapodesis, lib. IV, cap. V, presso Pertz, Scriptores ec., tomo III, p. 316.

[396.] Iacopi de Varagine Chronicon, presso Muratori, Rerum Italicarum Scriptores, tomo IX, p. 10.

[397.] Il Martorana, tomo I, p. 86 e 215, nota 115, seguito dal Wenrich, crede personaggi diversi Salem emiro del 917 e Salem del 937, fondandosi in su questo, che Nowairi aggiunga nel primo caso il nome patronimico Ibn-Ased; e Abulfeda nel secondo, Ibn-Rescîd. Tal supposto or si dilegua con l'autorità degli altri compilatori citati nel capo VII, p. 160, e soprattutto d'Ibn-el-Athîr, il quale scrive Sâlem-ibn-Rescîd sì nel 313 e sì nel 325 dell'egira.

[398.] Si vegga il Capitolo precedente, p. 170, seg., 176.