Anche il contadino sa rispondere a questa domanda, sa che ciò si fa con un mezzo tanto facile e semplice quanto efficace e sicuro.
La scelta dei riproduttori.
Vien su accidentalmente in una greggia un capro senza corna; dico accidentalmente per dire che non so come la cosa sia avvenuta; se questo capro avrà una figliuolanza, è molto probabile che tra i suoi figli qualcuno riesca pure senza corna. Quando per avventura in quella greggia si fossero trovati accidentalmente un capro senza corna e anche una capra senza corna e questo maschio e questa femmina fossero stati messi insieme a dare opera alla riproduzione, anche più probabilmente qualcuno dei loro figli sarebbe venuto su senza corna. Dico qualcuno, non tutti; o fors'anche nessuno, ma, poi, un figlio di questi figli. Comunque, se l'allevatore prende questi nati senza corna e fa in modo che fra loro producano figliuolanza, i nati della seconda generazione senza corna saranno più numerosi di quelli della prima. Così più che non quelli della seconda saranno numerosi senza corna i nati della terza generazione, e più ancora quelli della quarta, e via dicendo. Scegliendo sempre gli individui senza corna e facendoli riprodurre insieme, si finirà per avere una razza di individui tutti e sempre senza corna. Tutti e sempre, salvo forse una volta o l'altra un qualche raro individuo che nascerà colle corna per ricordare ancora il carattere dei suoi antenati, al quale fatto venne dato il nome di atavismo, che è sempre più raro quanto più son numerose le generazioni discese dai primi progenitori senza corna, vale a dire quanto più è antica la razza.
Ora è un secolo da che nacque nel Massachussett un montone che aveva il corpo allungato e le gambe corte e torte come il cane bassotto. Il proprietario della greggia che ebbe quel montone pensò che sarebbe stato vantaggioso per lui avere molti montoni di quella sorta, perchè non avrebbero potuto saltar fuori dal ricinto e gli sarebbe stato più facile custodirli. Fece adunque riprodurre quel montone di cui i figli vennero pure col corpo lungo e colle gambe torte, e ne ebbe in breve tutta quanta una razza.
Il dottor Gaspare Pacchierotti di Padova regalò al professore Canestrini un cane da caccia nato colla coda corta, figlio di due genitori che avevano avuto tagliata la coda. (Vedi La teoria di Darwin criticamente esposta da Giovanni Canestrini, Milano, Dumolard, 1880).
In Piemonte nel principio del secolo, quando erano esclusivamente adoperati per la caccia delle quaglie i cani bracchi a cui si soleva tagliare la coda, il nascere dei cagnolini bracchi senza coda era un fatto frequente, e mi ricordo bene di averne veduti, e soprattutto di aver inteso parlare della cosa siccome veduta da molti, e frequente tanto da non destare nessuna meraviglia. Ho anzi intorno a ciò una ricordanza al tutto speciale. Mio padre mi fece vedere un giorno uno di quei cagnolini senza coda, ancora poppante, e me ne parlò come di un esempio molto evidente della ereditarietà dei caratteri negli animali domestici.
A Roma, nell'orto botanico a Panisperna, v'è un bel cane da guardia che si chiama Orso, ed è in questo momento ben lontano dallo aspettarsi che venga stampato il suo nome. Orso non ha coda e nacque senza coda. Il professore Pedicino, che lo ebbe poppante, attesta il fatto, il qual fatto è comune fra i pastori della campagna romana ed era già noto fin dal secolo passato.
Presso Iena, alcuni anni or sono, un toro al quale, pel chiudersi repentino della porta della stalla, s'era strappata la coda, fu padre di vitelli senza coda.
Un toro nato senza corna da genitori cornuti, al Paraguay, nell'anno 1770, accoppiato con una vacca provveduta di corna, produsse vitelli senza corna, i quali si propagarono sempre collo stesso carattere negativo, per modo che, mercè la scelta degli allevatori, oggi al Paraguay i bovi cornuti sono rarissimi ed è invece al tutto dominante la razza delle bovine senza corna.