Quasi alimento che di mensa leve,
è quella che è destinata a trasformarsi nel nuovo individuo. Ma la virtù attiva per cui s'ingenera il nuovo individuo è appena quale è quella di una pianta. Con questa differenza capitale tuttavia che la pianta è destinata a non andar più oltre, è arrivata alla sua meta, mentre l'animale è appena in strada.
Anima fatta la virtute attiva,
Qual d'una pianta, in tanto differente,
Che questa è in via e quella è già a riva.
Nei primordii del suo sviluppo, quell'essere che è destinato a diventare un uomo, ha una sensitività e un movimento quali spettano agli animali inferiori, alle spugne del mare, che Dante considerava come i più semplici fra tutti gli animali.
Tanto erra poi, che già si muove e sente,
Come fango marino, ed ivi imprende
Ad organar la possa ond'è semente.
L'embriologia ha dimostrato ai giorni nostri, come il feto umano compia i suoi passaggi per gli stadi inferiori.
L'uomo si vergogna oggi di discendere dagli animali, si ribella al concetto di una tale provenienza, come prima si ribellò al concetto del movimento della terra e del suo roteare intorno al sole e del suo far parte, e piccola parte, di un sistema di corpi celesti, vergognandosi di non essere nel centro dell'universo, e di non poter considerare come fatti per lui il sole, la luna, i pianeti, tutti gli astri del firmamento.
Sentite il Kleinenberg:
«I principii meccanici spiegarono i movimenti terrestri e celesti, e più, indicarono l'origine e il destino finale dei mondi che nell'infinito etere circolano, ma non ci fecero intelligibile l'esistenza della più piccola mosca. L'organico era la soglia che il pensiero meccanico non varcava. Eravamo più in casa nostra tra i pianeti che non tra gli esseri viventi, i continui compagni della nostra vita. È vero che l'anatomia e la fisiologia avevano raccolto grande quantità di preziosissimi dati e soltanto guidati da tali fatti era possibile toccare i sommi problemi; tuttavia il contenuto veramente scientifico era oltremodo scarso, e se i problemi erano proposti mancavano le soluzioni. Ci voleva un nuovo organo; ora l'abbiamo; è la teoria di Darwin. E in questo senso l'opera dell'inglese è contemperata a quella dell'italiano (Galileo). Il mondo organico diventa intelligibile, i fenomeni vitali assumono il carattere della necessità, non solo il come, ma il perchè dell'organizzazione diventa il fine della ricerca. Ogni forma organica ha la sua causa efficente determinabile; ogni funzione è un adattamento all'ambiente acquistato nella lotta per l'esistenza; ogni organo è la realizzazione morfologica d'una funzione. La vita, unica nella sua origine, si manifesta in mille e mille forme, ma tutte queste forme riunisce un principio generale. Dall'inferiore e semplice nasce il superiore e complicato. Senza l'amiba non sarebbe l'uomo, data l'amiba e l'ambiente era inevitabile necessità nascesse l'uomo. Non l'essere, il divenire è il principio del mondo.